Month: novembre 2015

gestione al guinzaglio

Per molti proprietari di cani la gestione al guinzaglio è sempre un grande problema, che però viene spesso risolto usando sistemi forzati, come tenere il guinzaglio teso o tirando via il cane, tralasciando fuori il vero e proprio problema. Infatti spesso si vedono cani strattonati da una parte all’altra della strada senza venire veramente ascoltati e portati in giro come sacchi di patate, questo succede spesso con i cani di taglia piccola. la gestione al guinzaglio invece va insegnata fin da quando mettiamo il guinzaglio al cucciolo e nel modo più corretto o legato a collare fisso o alla pettorina. Molti pensano al guinzaglio come lo strumento per evitare problemi al cane e per controllarlo in ogni suo movimento. La passeggiata quindi da un momento tranquillo in compagnia diventa stressante e sia proprietario che cane sono in lotta per decidere sul da farsi.

I cani appena escono annusano, marcano, osservano l’ambiente per avere informazioni su cosa sta succedendo intorno a loro. Non bisognerebbe quindi trascinarli via, ma anzi permettere loro di annusare e persino assaggiare le cose a terra, anche se alcune cose come le feci possono sembrare schifose a noi. Bisogna ricordarsi che i cani vivono in modo diverso e soprattutto comunicano tra loro lasciando e ricevendo soprattutto odori, quindi lasciamoli studiare il terreno a modo loro. Interveniamo solo nel caso ci fosse un vero e proprio problema e in quel caso non tiriamo via il cane, ma cerchiamo di distrarlo. Infatti anche il cane legato al guinzaglio ascolterà la nostra voce se sotto c’è la giusta relazione . I cani ci comunicano molto anche al guinzaglio, proviamo a vedere ogni quanto girano la testa o gli occhi verso di noi, in questo modo ci controllano per avere informazioni su cosa vogliamo e cosa vogliamo fare. Se per esempio ci spostiamo o cambiamo direzione usiamo anche la postura del corpo e la voce, a quel punto non ci sarà più bisogno di tirare sempre il guinzaglio che servirà solo a dare una informazione più definita al cane.

Lo spazio delineato dal guinzaglio, quindi un cerchio con noi al centro e diametro della lunghezza del guinzaglio deve essere un luogo sicuro. Una zona dove il cane si sente ben accettato e al sicuro, per questo non bisognerebbe farci entrare estranei se non accolti da entrambi gli individui alle estremità del guinzaglio. Un problema diffuso è l’incontro con altri cani al guinzaglio premettendo che è sempre rischioso far incontrare due cani legati in quanto gli spazi e i movimenti di entrambi sono limitati. Una cosa che viene automatica è il tirare via il cane trascinandolo verso di noi o lontano dal problema. Questo però causa uno scambio di informazioni sbagliate in quanto il cane tirato via percepisce il dolore degli strattoni e li assocerà alla vista di altri cani creando futuri problemi nelle interazioni. Se si vuole evitare l’incontro spostiamoci con calma, attraversando la strada e parlando al cane che a quel punto ci seguirà sempre alla vista di un problema. Ricordiamoci sempre di vedere le reazioni e segnali del nostro cane per vedere se è interessato o no ad incontrare quel cane per prendere poi decisioni giuste e non affrettate.

Nella gestione al guinzaglio quindi la cosa importante, come nel resto in tutte le situazioni rimane sempre la giusta comunicazione e relazione col cane. Se diamo e riceviamo informazioni giuste il guinzaglio  sarà solo un prolungamento del nostro braccio e quindi un aiuto in più, ma non uno strumento da usare al posto della comunicazione. Servirà soprattutto in momenti di difficoltà per aiutare il nostro amico ad affrontare le situazioni facendogli sentire la nostra presenza.

Se il cane tira cerchiamo di capire perchè e come risolvere lo stato di stress per far si che il cane si comporti nello stesso modo che sia legato o no. Spesso bastano pochi esercizi seguiti da un bravo educatore per aumentare le competenze e far si che le passeggiate tornino ad essere piacevoli.  Insomma il problema del tirare al guinzaglio è molto diffuso, ma spesso facilmente risolvibile bisogna solo avere pazienza e capire al meglio il nostro cane magari facendoci aiutare da un esperto.cane al guinzaglio

 

apprendimento: cos’è e cosa serve?

Cos’è:

I cani hanno bisogno di sviluppare quattro tipi di competenze nonostante spesso si guardi solo i lati fisici e sociali. Guardiamo le quattro competenze:

fisiche come mangiare, muoversi, dormire. Questi bisogni sono i più essenziali, e quindi vengono praticamente sempre rispettati. Nell’ambito nell’apprendimento al cane viene data la possibilità di conoscere meglio il proprio corpo e come usarlo per muoversi nello spazio. Molti cani, per esempio, non sono a conoscenza della parte posteriore del loro corpo. Facendoli toccare oggetti col le zampe posteriori può renderli più consci di avere una parte posteriore e quindi controllarla meglio. Questo aspetto è molto utile nel cuccioli in fase di crescita oppure nei cani con problemi fisici. Inoltre può aumentare la nostra conoscenza su come si muovono i cani e quindi trovare il modo di aiutarli in caso di necessità o imparare a leggere i loro segnali corporei usati per comunicare. Anche il nostro orientamento e uso nel corpo è fondamentale nell’apprendimento in quanto i cani leggono molto la direzione nel corpo per capire cosa devono fare. Decidere che movimenti utilizzare per dare dei segnali è importante per dare informazioni chiare.

sociali: interagire con individui sia interspecifici sia intraspecifici, in quanto fin da cucciolo è importante che i cani, conoscano il mondo dove andranno a vivere. I cani hanno bisogno di una famiglia dove sentirsi sicuri ed accolti, ma anche di sapere come muoversi nel mondo esterno. Nell’apprendimento la relazione più importante è quella col proprietario che infatti viene sviluppata molto durante le sessioni. Durante le sessioni si innesca una relazione basata sulla fiducia reciproca. Infatti l’apprendimento può aiutare i cani a fidarsi del proprietario a tal punto di fare cose che prima risultavano negative e incutevano un certo livello di timore. Cane e proprietario si uniscono nella ricerca di cose divertenti da fare in modo da innescare un gioco divertente per entrambi. Un altro aspetto è quello di rispettare i tempi e le richieste di entrambi, non chiedo ad un cane di fare qualcosa se in quel momento per esempio c’è qualcosa che lo preoccupa o interessa di più. Infatti l’apprendimento non è imparare un comportamento, ma è creare un momento divertente dove la principale caratteristica e creare una sintonizzazione tra cane e proprietario. Un altro aspetto dell’apprendimento e l’aiutare cani diffidenti verso le persone o oggetti. Infatti molti cani col tempo e la pazienza giusta possono decidere di avvicinarsi sempre di più pur di ricevere un boccone. Da qua la strada per il divertimento sarà più facile grazie alla totale scelta del cane che è libero di andare via o rimanere infatti si associa qualcosa di positivo a qualcosa che prima era, per il cane negativo.

-mentali saper crescere come individuo con le proprie caratteristiche che rispecchiano l’individualità di quel cane in diverse situazioni. Questo aspetto è meno visto dai proprietari, ma fin da cucciolo il cane deve poter sviluppare anche le proprie competenze mentali. Nell’apprendimento si può vedere come man mano che si va avanti il cane usa sempre di più questo aspetto per capire al meglio come arrivare prima al rinforzo. Infatti l’attività mentale del cane è talmente alta che le energie usate superano alla lunga quelle usate per un’ora di corsa nei boschi. Questo non vuole dire che dobbiamo fare solo apprendimento per farli stancare, ma far usare al meglio la mente ai cani li aiuta a ragionare e trovare le migliori soluzioni. Infatti un cane con competenze mentali sviluppate sarà poi in grado di usare le cose acquisite durante le sessioni anche nella vita quotidiana. Inoltre, l’apprendimento è comunque un modo di divertirsi e far allenare il cane in momenti in cui non si può uscire.

Emotive- la necessità di saper gestire le proprie emozioni in vari momenti della vita. Fin da cucciolo il cane è alle prese con le emozioni create dalle diverse situazioni in cui si trova. Durante l’apprendimento il cane manifesterà diverse emozioni come per esempio sentirsi frustrato per aver sbagliato o eccitato all’idea di ricevere un boccone. Il saper usare al meglio queste emozioni lo aiuterà poi nella relazione con altri individui. Un esempio è la gestione dell’eccitamento che può essere visto come positivo, ma se esagerato può creare problemi. Infatti cuccioli troppo irruenti possono diventare adulti pesanti da gestire nelle socializzazioni e quindi aver poi difficoltà nell’interagire con altri cani o persone. Cani in preda alle proprie emozioni possono diventare un problema per se stessi e gli altri in quando sono ingestibili. Nell’apprendimento nulla è statico e usare le emozioni, imparando a leggerle aiuta a migliorare le competenze proprie e del cane. È anche importante sincronizzare le proprie emozioni a quelle del cane che percepisce il nostro stato d’animo in ogni momento. Per lavorare bene bisogna volerlo ed essere nello stato mentale giusto per farlo, se siamo distratti, arrabbiato o stanchi avremo diversi risultati. Riconoscere le emozioni del proprio cane non è difficile basta veramente una minima conoscenza del cane.

In conclusione l’apprendimento è dare al cane competenze da sviluppare associando qualcosa di positivo e un rinforzo. Questo sviluppando anche la relazione col proprietario e conoscere l’ambiente esterno per poter sapersi gestire al meglio. Il cane impara a collaborare con noi in assenza di conflitti e migliorare la relazione con le persone. Inoltre l’apprendimento può essere utile per insegnare l’autocontrollo e la giusta gestione del cane da parte delle persone.

Tipi di apprendimento:

Ci sono due tipi di apprendimento:

stimolo: dove all’inizio creo io un comportamento inducendolo ed il cane segue, all’inizio uso un boccone poi solo il segnale. È importante che il cane riesca a staccarsi dal cibo, in quanto il comportamento delle essere visto come una cosa divertente che verrà poi premiata.

Modellamento classico:  un cui creo un’associazione temporale tra eventi. Il cane fa un comportamento corretto e io lo associo al premio, man mano il cane saprà quale comportamento sarà utile per ricevere il rinforzo. Ci sono due diversi tipi di modellamento, quello classico e quello operante in cui c’è la presenza del clicker. L’importante è la corretta gestione del tempo e delle informazioni che vengono selezionate.

Nel cuccioli l’apprendimento può essere fatto in stimolo dai due mesi, mentre l’operante dopo i sette mesi in quanto è molto alto lo stato emotivo richiesto.

Introdurre i segnali:

Quando il comportamento è ormai stato acquisito dal cane che lo esibirà in totale sicurezza si può introdurre un segnale, visivo, acustico o fisico (anche olfattivi come nell’agility). Nel momento in cui il cane mostra un’intenzione a fare quel comportamento introduco un segnale. Bisogna stare attenti anche ai movimenti che si fanno durante l’apprendimento infatti un leggero movimento corporeo può diventare un segnale. I cani sono molto bravi e veloci a leggere il nostro corpo ed è facile associare un movimento ad una richiesta. Un comportamento può avere diversi tipi di segnale, l’importante è usare sempre gli stessi. Se si vuole cambiare tipo di segnale si da quello vecchio, e poi quello nuovo in modo da cancellare poi quello vecchio.

Il clicker:

il clicker è uno strumento che si può usare nell’apprendimento come aiuto in più, infatti il metodo è sempre quello del rinforzo positivo. Ma durante la sessione di lavoro non cambierà il nostro metodo, infatti possiamo usare gli stessi movimenti, emozioni che usiamo senza clicker. Invece è uno strumento di precisione, aiuta il cane a concentrarsi meglio sul comportamento e aiuta noi a dare informazioni più precise. Il click va fatto nel momento del comportamento mentre magari la nostra voce arriva dopo e con le sbagliate emozioni. Durante una sessione il lavoro è diviso in tre parti comportamento-click.rinforzo, il clicker aiuta il cane a dare più importanza alla prima metà che alla seconda in modo da staccare la testa dal cibo. Infatti è importante che il clicker non venga associato al cibo, ma al comportamento. Infatti mentre tra il comportamento e il click non ci deve essere un tempo lungo tra il click e il rinforzo può succedere di tutto. Il clicker è quindi uno strumento in più per dare informazioni più dettagliate al cane e anche a noi.

 

 

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