Author: Marta Treves

Il seduto e guardami: due comportamenti spesso abusati.

Parliamo di due comportamenti usati spesso nei percorsi educativi e nelle interazioni con i cani: il seduto e il farsi guardare chiamato anche con il comportamento del doggy zen. Entrambi hanno un significato molto importante per i cani, e per noi, ma spesso la richiesta viene abusata andando a creare incomprensioni tra proprietario e cane. Spesso poi c’è un desiderio di controllo e voler dimostrare che il cane ci ubbidisca, ma se crea solo una forzatura.

Un cane seduto non è un cane calmo;

Spesso quando arrivano da me i clienti vedo che prima di ogni cosa chiedono al cane di sedersi. Prima di mettere/togliere il guinzaglio, prima di giocare, prima di prendere il boccone , alla mia domanda perchè? Molti non sanno rispondere e quando chiedo se sedendosi il cane si è calmato, spesso la risposta è no. Ma allora ha senso continuare a chiedere al cane di sedersi? Avrebbe senso chiedere a qualcuno di darvi 5 euro ogni volta che viene a cena da voi, o che gli rivolgete la parola?

Effettivamente quando un cane si siede vuol dire che è in grado di ragionare e si trova in una stato abbastanza tranquillo da potersi rilassare e fidare di chi ha intorno. Ma non è sedendosi che si calma, un cane seduto può avere la testa tutt’altro che connessa a noi e subito dopo aver eseguito il comando tornare ad essere eccitato. Molti cani poi si accontentano solo per arrivare al loro obbiettivo, sedendosi, ma poi ripartendo a mille. Ricordiamoci anche che i cani si siedono mentre interagiscono tra loro, prima di partire all’attacco o prima di una corsa competitiva.

Insegnare il seduto è importante, è utile come comportamento nella nostra relazione con un cane. Può servirci per lavorare sull’autocontrollo e anche per instaurare un momento in cui stiamo effettivamente interagendo con esso. Può aiutarci a lavorare sulla calma dandoci un aiuto soprattutto con individui molto energici ed esuberanti. Ma il lavoro deve poi prevedere anche di lavorare sullo stato emotivo e mentale del cane e non solo sul controllo fisico. Lavorare sullo stato emotivo vuol dire prendersi il tempo di aspettare che il cane arrivi a migliorare il proprio benessere senza obbedire ad un nostro comando. Solo quando il cane sarà in grado di cambiare il proprio stato emotivo sarò in grado di cambiare comportamento. Solo allora potrò dire di averlo aiutato a calmarsi e quindi potrò vedere se avrà senso chiedergli di sedersi o no.

Per esempio quando mettiamo la pettorina al cane non chiediamogli di sedersi se poi appena finito sarà agitato. Piuttosto aspettiamo un po’ di tempo e vediamo che lui cambierà da solo il proprio comportamento e stato d’animo per uscire prima a fare la passeggiata.

Quando si lavora col cane in apprendimento o mentre insegniamo delle cose al cane se chiediamo al cane di sedersi andiamo ad interrompere la sequenza perdendo tempo. Per esempio se insegno il terra non chiedo il seduto, ma sarà il cane a scegliere se sedersi prima di andare a terra o fare il terra da in piedi. Se chiedo il seduto prima il comando diventerà seduto-terra ed il cane andrà in frustrazione.

Il seduto può essere utile per insegnare ad alcuni cani come interagire meglio con le persone andando a dare loro modo di avere un comportamento più gradito. Per esempio un cane giovane che salta addosso può essere ingestibile allora andrò ad inserire il seduto prima dell’interazione, vedendo poi se il comportamento ha funzionato. Se poi il cane trarrà beneficio dal sedersi quindi arrivare ad una ricompensa (le coccole) allora andrà da solo ad esibire il comportamento richiesto.

Un’altra situazione in cui è utile il seduto e se devo interagire con cani con cui ho bisogno di più controllo, come per esempio cane che ha un certo livello di aggressività. Cani aggressivi spesso sono cani che non comunicano, e un modo per aprire la comunicazione è quella di mettere del comandi che danno sicurezza a lui e a me. In questo modo posso far si che il cane si sieda per aprire la comunicazione con me sapendo che dopo arriverà una ricompensa mentre io avrò un po’ più di controllo fisico del cane (un cane seduto è meno pericoloso di un cane in piedi).

Solo se ho un reale bisogno che il cane si sieda e interagisca con me andrò a chiedere il comportamento.

Quindi quando chiediamo al nostro cane di sedersi chiediamoci se è realmente necessario e se in quel momento il cane è in uno stato mentale per cui può farlo.

Un altro comportamento che trovo poco sensato è il chiedere al cane di guardarci negli occhi. Spesso viene insegnato il doggy zhen dove il cane è seduto davanti a noi in fissa come se stesse meditando (mentre guarda un boccone all’altezza dei nostri occhi e poi solo noi).

Guardare negli occhi nell’etogramma del cane è messo come comportamento di minaccia allora perchè dovrei far fare al cane un comportamento simile? Vero che i cani hanno imparato la nostra comunicazione che è diversa dalla loro. Alcuni studi scientifici hanno infatti concluso che i cani sanno distinguere le nostre emozioni e leggere le mimiche facciali. (Stanley Coren, “The intelligence of dogs” 1994).

Per esempio il sorriso in cui mostriamo i denti è un comportamento positivo in umana, mentre mostrare i denti dell’etogramma del cane è un segno di minaccia.

Ma cosa serve farsi guardare negli occhi se non semplicemente alimentare il nostro senso di controllo? Per noi guardare vuol dire controllare metterci al centro dell’attenzione facendoci ubbidire. I cani però ci danno attenzione anche senza necessariamente guardarci, e sono in grado di modificare i loro comportamento in base ad un insieme di nostri comportamenti ed emozioni al di fuori dello sguardo.

Se sto camminando con il mio cane e c’è una minaccia (un cane aggressivo o un pericolo) perchè dovrei chiedere al mio cane di guardarmi andando a mettersi in pericolo distogliendo lo sguardo? Ha più senso far in modo di trovare una strategia insieme per uscire dal pericolo, come quello di allontanarsi.

I cani sono animali sociali e collaborativi e molto bravi a trovare strategie di gruppo. Se lavoriamo sulla collaborazione e sulla fiducia non ci sarà bisogno di usare un comportamento cosi impositivo e di controllo come lo sguardo per vivere insieme. Non chiediamo al nostro cane di guardarci, ma piuttosto insegniamogli a seguirci e tenere sempre un occhio su di noi durante le passeggiate. Insegniamogli a prendere le giuste decisioni anche da soli in modo da non dover sempre controllare tutto noi. Lavoriamo sulla scelta di prendere decisioni insieme e lui si fiderà di più e crescerà in modo più sicuro e responsabile.

In poche parole sia il seduto che il guardami sono due comportamenti spesso abusati perchè ci sentiamo obbligati a controllare il nostro cane. Ma andando ad usare meno controllo e più fiducia andremo a creare una collaborazione dove il cane si fiderà di noi se noi ci fidiamo di lui. Quando chiediamo i comportamenti chiediamoci sempre se in quel momento serve veramente e solo se è utile facciamolo.

cani e la quarantena

Quest’anno è stato molto difficile per tutti, è cambiata la nostra vita, il modo di vedere gli altri e di vivere in generale. Ho potuto vedere qualche cambiamento nel mio lavoro perchè come conseguenza anche i nostri amici a quattro zampe hanno subito dei cambiamenti spesso non da trascurare.

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Innanzitutto molte persone hanno scelto di adottare o prendere un cane per sentirsi meno soli e per avere uno svago in più nelle lunghe giornate a casa. Mi è capitato anche di sentire famiglie prendere un cane per i figli come se dovesse essere uno sfogo non potendo vedere amici e compagni di scuola. Prendere un cane è una responsabilità di tutta la famiglia, ma soprattutto degli adulti che va pesata molto. Un cane ha una vita più o meno lunga ed è un impegno più o meno grande a seconda dell’individuo. Prima di decidere bisogna valutare cosa faremo una volta tornati alla normalità in quanto il cane non può essere messo via in un armadio. Quindi non facciamo prendere dallo sconforto del momento per decidere d’impulso, ma prendiamo tempo e magari chiediamo consiglio.

Vediamo però in dettaglio alcuni problemi che ho riscontrato in questo anno cosi particolare:

I cuccioli presi durante il lockdown hanno subito una mancanza di socializzazione secondaria andando ad avere paura di persone, cani ed ambienti esterni. Non potendo uscire molto da casa sono stati tenuti lontano dagli stimoli e non hanno potuto conoscere il mondo fuori. Questo ha fatto si che superata l’età della conoscenza molto cani sono diventati adolescenti irrequieti, stressati e poco abituati a socializzare con persone e altri individui. In molto casi si riesce a recuperare poi il tempo perso, ma ricordiamoci sempre che è importante far fare ai cuccioli esperienze giuste. Stando ovviamente attenti alle regole imposte, ma fare piccoli giretti, cercare di far incontrare i cani con quello che fa parte del mondo esterno è fondamentale. É molto importante insegnare piccoli giochi e attività fin da subito in modo da sfogare la loro energia, non potendolo fare con lunghe passeggiate. I cuccioli cresciuti durante la quarantena avranno bisogno di un po’ più di tempo per conoscere fuori, ma appena possibile è meglio lavorarci con le giuste cautele. Evitando noi di socializzare per paura del contagio anche molti cani hanno iniziato ad evitarsi andando a essere irrequieti negli incontri. Evitiamo di mettere sotto stress il nostro cane se sta socializzando nel modo giusto in modo da dare almeno, a loro la possibilirtà di farlo.

Un altro problema che ho riscontrato è quello del non sapere gestire la solitudine. Per mesi siamo stati chiusi in casa, sempre presenti con il nostro cane. Poi appena hanno riaperto uffici e negozi i nostri cani hanno dovuto abituarsi di punto in bianco a stare da soli. Per il cane non è naturale stare da soli e soprattutto è una cosa che va insegnata gradualmente. Fin da subito, dopo aver fatto un po di attività lasciamolo solo anche per poco tempo, all’inizio bastano anche dieci minuti. Senza stare tanto a creare l’occasione possiamo uscire semplicemente per portare giù la spazzatura e aspettare un paio di minuti prima di salire. Cerchiamo di non metterci troppa ansia o attenzione né all’uscita né al rientro in modo che sembri una cosa normale. In casa guardiamo anche che il cane non ci segua in modo insistente se ci spostiamo in un’altra stanza. Facciamo in modo che si rilassi o riesca a fare attività da solo magari dandogli qualche cosa da sgranocchiare o giochi come il kong. È importante lavorare sull’autocontrollo e la gestione delle attività in modo che il cane sappia gestirsi in autonomia nel momento che si trova solo. Ovviamente è sempre meglio non lasciarlo da subito per troppo tempo e nel caso chiedere un supporto ad un dog sitter o asilo per cani.

La fretta di avere un compagno in questo periodo cosi difficile ha portato spesso a trovare soluzioni frettolose. Molti cani adottati sono stati presi senza la giusta pratica di adozione spinti anche dalla necessità di alcune associazioni di dare via i cani in un momento complicato. Le associazioni hanno spinto le adozioni per paura di non riuscire a mantenere i cani per una diminuzione degli aiuti ricevuti. Questo ha incentivato un incremento di adozioni senza controlli e senza le giuste valutazioni. Inoltre noi educatori eravamo limitati negli spostamenti e non potevamo aiutare i cani in difficoltà. Molti cani arrivati dal sud sono rimasti chiusi in casa per mesi senza aiuti perchè nessun educatore poteva andare ad aiutare le famiglie adottive. Questo ha causato un incremento delle problematiche comportamentali.

Questi sono solo alcuni problemi venuti fuori da questo anno di pandemia. Il mio consiglio è quello di non sottovalutare i cambiamenti che ci sono stati imposti. Come noi abbiamo dovuto cambiare la nostra vita anche i nostri cani hanno dovuto fare degli sforzi. Cercate di capire se i vostri cani stando vivendo questo periodo in modo tranquillo o se sentono anche loro lo stress. Quando torneremo alla vita di prima non stravolgete tutto, ma cercate di fare le cose gradualmente in modo da dare tempo al cane di adattarsi alle novità. Chiedete sempre un consiglio ad un esperto che vi dirà come scegliere al meglio.

Cani e bambini: come farli vivere insieme

Crescere fin da bambini con un cane, si sa, è una cosa bellissima e porta molti benefici sia ai bambini che ai cani.

Per i bambini il cane è un compagno di giochi, avventure e con lui si instaura un rapporto di fiducia e rispetto.

É stato osservato che i bambini cresciuti con un animale e sviluppavano più empatia verso il prossimo e hanno più rispetto verso gli altri. Avere un cane porta ad essere più responsabili in quanto un cane va nutrito, curato e rispettato nelle sue esigenze.

Tutto questo è bellissimo se però la scelta di prendere un cane viene fatta con le dovute considerazioni e da tutti i membri della famiglia grandi e piccoli, perchè un cane ha delle necessità che non possono venire soddisfatte solo dalla parte giovane della famiglia! I cani sono degli esseri viventi con molti bisogni: hanno una vita che seppur più corta della nostra si spera sia lunga e felice quindi non possono essere messi via in un armadio. Non sono regali, ma scelte consapevoli.

Ci sono quindi alcune considerazioni da fare prima di scegliere se prendere un cane:

Prima di tutto, bisogna definire bene il tempo e la gestione che si vorrà avere in casa e fuori da parte di ogni membro della famiglia mettendo in conto che i bambini crescono e cambiano. In base alle proprie esperienze ed al genere di vita che si ha si potrà vedere se è più idoneo un cucciolo o un cane adulto.

Ovviamente in questo ultimo caso il cane deve essere compatibile con i bambini e può aver senso fare un percorso di inserimento con uno specialista.

Il cane infatti non riconosce i bambini come piccoli umani, ma li vede come esseri viventi spesso rumorosi e che si muovono in modo strano. Non tutti i cani quindi possono essere idonei ad una vita con dei bambini o magari hanno bisogno di un percorso di conoscenza.

Ricordiamoci sempre che l’adulto deve sempre supervisionare quando bambini e cani sono insieme per evitare brutte sorprese. Una grande percentuale di aggressioni di cani verso bambini avviene perchè quest’ultimi vengono lasciati soli con i cani che hanno delle reazioni per loro naturali in risposta a qualche comportamento del bambino.

Cani e bambini comunicano in modo diverso è quindi fondamentale insegnare ad entrambi a capirsi e comunicare nel modo corretto. Il cane deve imparare a non saltare addosso, non mordere, dosare l’uso della bocca e giocare nel modo giusto per non far male e spaventare.

Dall’altra parte i bambini devono imparare a riconoscere determinati segnali che il cane dà per capire se sta giocando o se sta manifestando fastidio ( se per esempio il cane tira giù le orecchie e la coda chiaramente non sta gradendo l’interazione).

I bambini devono anche sapere che alcune loro reazioni possono innescare reazioni del cane, per esempio se corrono è normale che il cane li insegua. Va insegnato anche come toccare il cane, dove gli piace e dove invece può sentire dolore per esempio alle orecchie. I bambini devono imparare che il cane non è un gioco da prendere e strattonare, non deve essere disturbato mentre mangia e dorme.

Ovviamente tutto questo va insegnato a seconda del livello di crescita del bambino, ma anche i più piccoli imparano

Il cane deve poter sempre scegliere se continuare a stare insieme o andarsi a riposare o allontanarsi. Per esempio se gli sto facendo le coccole dopo un paio di minuti è meglio smettere e se lui si alza e va via non devo fermarlo. Questo perchè costringere un cane a fare qualcosa di non gradito può innescare reazioni pericolose arrivando anche al morso.

Può essere molto utile insegnare ai bambini a fare delle attività che siano gratificanti per il cane, per esempio la ricerca di biscotti, insegnare alcuni comandi e percorsi da fare insieme in casa e fuori.

Entrambi cani e bambini è bene abbiano un luogo sicuro e tranquillo dove poter stare separati. I bambini possono avere la loro cameretta dove giocare e stare in tranquillità.

Per insegnare al cane a non entrare possiamo mettere dei cancelletti in modo da non isolarlo totalmente. Il cane deve avere una sua cuccia dove poter riposare, deve essere messa in un posto tranquillo lontano da fonti di calore e da passaggi continui. Quando il cane è nella cuccia non deve essere disturbato, piuttosto è meglio chiamarlo se vogliamo interagire con lui.

È giusto dare responsabilità ai bambini magari chiedendo ai più grandi di portare fuori il cane ogni tanto. Ma ricordiamoci che siamo sempre noi adulti i responsabili e dobbiamo sempre prendere consapevolezza di cosa succede. I bambini crescono e gli interessi cambiano soprattutto se si arriva all’adolescenza. Un ragazzino può non aver più voglia o magari tempo (perchè studia o fa sport) di portare giù il cane in quel caso è giusto che si intervenga. Spetta agli adulti occuparsi in primo piano del cane, non si può aspettare che facciano tutto e sempre i bambini. Se il ragazzino deve andare ad un corso o dagli amici il cane non può rimanere sempre a casa per poi finire in canile o abbandonato per strada.

La scelta del cane sia come età che se razza (e quale) o meticcio non è facile non essendoci una risposta che vale per tutti. Prima di prendere un cane bisogna valutare bene l’interesse di tutti i membri della famiglia, la routine quotidiana e se si è più o meno attivi per esempio. Alcuni cani possono essere più idonei ai bambini piccoli, ma la cosa importante è sempre il lavoro che c’è dietro. Non è detto per esempio che un cane di taglia piccola sia meglio per i più giovani in quanto sono più fragili fisicamente e devono essere tutelati per non diventare giochi da lanciare. I cuccioli sono quasi sempre più vitali e devono imparare anche loro a vivere quindi non sempre si ha il tempo di crescerli nel modo giusto insieme ai figli. Se si hanno dei dubbi è sempre meglio chiedere a professionisti per avere pareri e consigli prima dell’arrivo del cane in modo da essere pronti a soddisfare le esigenze di tutti.

E se aspetto un bambino, come posso abituare alla futura presenza del bebè il mio cane?

L’ultimo consiglio da dare è quello a chi invece ha già un cane e aspetta un bimbo è importante prendere alcune precauzioni appena si sa di essere in attesa.

I cani sono molto sensibili agli odori e alle nostre emozioni quindi spesso si accorgono subito del cambiamento. Visto che quando nascerà il bambino si avranno orari diversi e meno tempo è giusto abituarlo a piccoli cambiamenti di orari di uscita anche se bisogna evitare cambiamenti drastici.

Se il cane è sempre abituato a stare con noi abituiamolo piano piano a stare per un pochino da solo o magari semplicemente in una stanza. Fargli conoscere le cose del bambino annusando e curiosando può essere d’aiuto per fargli iniziare a prendere informazioni sul nascituro.

Appena nasce è giusto che annusi (si anche il pannolino magari) in modo che lo riconosca come membro della famiglia. Facciamo tutto senza cambiamenti drastici e dedichiamo un pochino di tempo anche a lui, una passeggiata in un bel posto oppure due coccole sul divano. Non isoliamo mai il cane da noi, durante l’allattamento facciamogli vedere cosa succede al massimo chiediamo a qualcuno di darci una mano. Ma se isoliamo il cane durante le attività col bambino il cane la vivrà come una punizione e vedrà il piccolo come la causa dell suo allontanamento. I cani sanno stupire facciamo tutto con calma e gradualmente. Anche in questo caso se abbiamo dei dubbi rivogliamoci a dei professionisti e se magari siamo soli possiamo chiedere una mano a qualche dog sitter o asilo per cani.

Questo non vuol dire dare via al cane, ma magari dargli la possibilità di fare le sue attività (anche solo una bella passeggiata) che al momento non possiamo fargli fare noi.

Cani e bambini possono vivere e crescere insieme facendo bellissime esperienze insieme. Scegliendo il cane giusto, cucciolo o adulto, senza fretta e con le giuste considerazioni andremo a creare una relazione che sarà unica.

La difficile vita dei cani di taglia piccola

Il modo di vivere di oggi è molto cambiato: ci ritroviamo ad abitare in appartamenti piccoli e avere una vita sempre più sedentaria.

Le città sono sempre più caotiche andando a diminuire gli spazi ed il tempo che abbiamo a disposizione, andando a cambiare anche la vita di chi ci convive con noi da millenni. I cani che originariamente erano animali da utilità e che aiutavano l’uomo nelle sue attività come la caccia, la pastorizia e la guarda oggi si ritrovano principalmente a fare compagnia.

La loro vita quindi è diventata più sedentaria andando a modificare i loro bisogni che, con le dovute precauzioni, possono essere soddisfatti con la vita di oggi.

Visto il cambiamento di vita sono quindi nate le razze da compagnia che hanno comunque origini molto antiche. Tra questi ci sono i Volpini di Pomerania, i Maltesi, i Bolognesi, i Barboncini, i Pinscher e molti altri.

Le razze toy o da compagnia derivano da altre razze, anche grandi, con le quali condividono molti tratti. Per esempio, il volpino fa parte delle razze spitz di cui fanno parte anche i Siberian Husky e i Samoiedo nati per tirare le slitte. I barboncini invece derivano dai grandi barboni cani specializzati della caccia in acqua.

Questo fa capire come, nonostante le loro dimensioni, sono cani a 360° come i loro cugini grandi con cui collaborano anche in alcune mansioni. Per esempio, molti cani di taglia piccola spesso aiutano nella guardia dando l’allarme. Ci sono poi veri e propri cacciatori come il Bassotto, il Jack Russell Terrier ed il Pinscher, questi ultimi nati per la caccia ai nocivi (topi e altri) nelle stalle e dove non arrivavano i gatti.

Proprio perché hanno gli stessi bisogni dei cani più grandi andrebbero cresciuti con consapevolezza e senza farli diventare dei piccoli urlatori morsicanti. Infatti, spesso questi cani vengono protetti eccessivamente o semplicemente tenuti sempre in braccio e sul divano e così facendo non riescono a manifestare le loro vere caratteristiche.

Vediamo quindi come fare per rendere loro la vita migliore.

I cani piccoli hanno gli stessi bisogni dei cani grossi, quindi anche di uscire regolarmente e fare le giuste esperienze. Andare a usare le traversine in casa per far fare loro i bisogni va contro la loro natura di non sporcare dove vivono. La traversina può essere utile per i cuccioli nel primi mesi di vita o se il cane ha problemi di salute. Ma anche se pesano sì e no due chili, anche loro hanno la necessità di uscire annusare e conoscere il mondo esterno per evitare di diventare timorosi di tutto. Iniziamo a lasciarli liberi in posti idonei ad esplorare in giro e loro ci ricambieranno con la loro fedeltà immensa. Bisogna dar loro la possibilità di correre liberi dove possono, andare per prati e non sempre a bere il caffè al bar. Questo perché il loro bisogno di esplorare e conoscere è lo stesso di un Golden Retriever!

Fin da subito vanno quindi socializzati, ovviamente con i giusti tempi e modi con le persone e ciò che fa parte del nostro mondo. Quando usciamo con un cane piccolo non lo facciamo toccare da tutti in modo insistente, ma rispettiamo le sue richieste di privacy e libertà. La gente approfitta della loro apparente innocuità, ma è giusto che possano decidere loro se farsi toccare o meno senza dover sempre arrivare a farsi sentire con il loro abbaio prima e il morso dopo.

Dall’altra parte bisogna comunque far loro vivere l’esperienza di conoscere persone per non sensibilizzare la loro indole di fare la guarda che può causare un iper-attaccamento al proprietario. È giusto quindi che abbiano i loro momenti di indipendenza e possano prendere le loro decisioni da soli. Per esempio, se viene qualcuno a casa nostra possono scegliere se stare con noi oppure andare a dormire nella loro cuccia o in un’altra stanza. Questo punto è importante per prendere in considerazione l’utilità della cuccia come luogo sicuro per il cane. Il divano e il letto sono sicuramente comodi e posti dove il cane può condividere un momento con noi. Sul divano però ci si siedono anche altre persone e non sempre è accessibile. Mentre la cuccia è unicamente del cane e li non deve venire disturbato. Per evitare quindi di avere un cane che abbaia ogni volta che viene gente a casa nostra è meglio creargli un suo posto sicuro e confortevole.

Lasciamo che abbiano la loro indipendenza e autostima in modo che non diventino iperprotettivi nei nostri confronti. È importante che imparino gradualmente a stare anche un pochino da soli in modo che nell’eventuale esigenza non si trasformino in urlatori seriali andando a disturbare tutto il condominio.

Un altro aspetto fondamentale è il loro bisogno di giocare e sfogare le loro energie e bisogni. Un cucciolo di Baboncino Bolognese avrà gli stessi bisogni di un cucciolo di pastore andando a sfogare i propri denti ed energie dove può. Non aspettatevi che un cane piccolo voglia dire poter dedicargli meno tempo ed energie. Un cucciolo toy magari per dimensioni sarà meno invadente, ma non per questo meno distruttivo. Il gioco e le attività come il fiuto sono importanti per creare giuste relazioni e momenti di crescita. Anche loro hanno bisogno di rincorrere una pallina, disfare un pupazzo e tirare una corda a seconda delle loro preferenze. Anche i più piccoli possono partecipare a corsi di educazione e attività cinofile per potersi divertire ed imparare. Ci sono attività che possono essere anche per loro piacevoli ed utili come l’agility e gli hoopers. Inoltre è importante che imparino ad essere manipolati nel modo giusto per poter poi permettere le necessarie visite veterinarie e se serve la toelettatura di routine. Spesso si ha più paura di ferirli, e quindi si evita di farlo perchè piccoli e loro si sentono più vulnerabili reagendo con abbai e morsi. Questo crea una catena di conseguenze che porta il propr ietario a non fidarsi del cane, che non viene più controllato andando quindi ad avere poi problemi di salute banalmente anche un fastidio alle orecchie si trasforma in un otite grave.

È’ fondamentale socializzarli anche con i cani di altre taglie, un Maltese può comunicare benissimo con un Bovaro del Bernese nonostante la loro differenza di taglia. Fin da cuccioli bisogna far in modo che socializzino con i loro simili per evitare che una volta cresciuti ne abbiano paura. Ovviamente la socializzazione va fatta con criterio e in sicurezza, ma è fondamentale per una vita serena ed equilibrata. Evitiamo di prenderli in braccio alla vista di altri cani, ma accompagniamoli a conoscerli facendoci sentire vicini e complici.

Prenderli in braccio può innescare una risposta predatoria nell’altro cane e paura nel piccolo toy. Meglio star loro vicino, magari inginocchiandoci in modo da essere da farci sentire li con loro, ma rispettando le loro decisioni.

A volte è importante convincerli un pochino all’inizio in modo da superare la loro paura che spesso deriva anche da una nostra insicurezza. Il gioco e la comunicazione tra cani è fondamentale per non crescere paure e ansie future. Anche se pesano pochi chili hanno le stesse capacità comunicative dei cugini grandi. Evitiamo di crescerli in solitudine in quanto il rischio e che poi si sfoghino diventando dei piccoli abbaiatori seriali.

I cani di taglia piccola spesso ci sembrano indifesi, fragili e poco credibili, ma spesso sono molto più tenaci e coraggiosi di quello che sembrano. Un errore comune è anche quello di prendere un cane di taglia piccola perchè si hanno dei bambini. Ma la loro piccola taglia può creare reazioni sbagliate in un bambino come quello di poterlo sollevare e lanciare che porteranno il cane a reagire anche con un morso. I cani di piccola taglia sono spesso meno tolleranti perchè si sentono più vulnerabili. In presenza di bambini è sempre importante fare le dovute valutazioni e non basarsi solo sulla taglia. Bambini e cani vanno sempre tenuti sotto controllo e il cane anche se pesa due chili non va mai preso come un peluches. Entrambi vanno poi cresciuti con consapevolezza in modo che si sappiano relazionare al meglio dando vita alla stupenda amicizia che può crearsi tra cane e bambino.

Diamo loro la possibilità di essere cani nel vero senso della parola e loro ci ricambieranno facendoci compagnia come solo loro sanno fare.

Se abbiamo paura di sbagliare o che si possano far del male e non ci fidiamo di noi stessi, affidiamoci ad un professionista in modo da crescerli consapevolmente! Un cane che si sente felice, in grado di vivere bene sia in casa che fuori è un cane sereno che renderà la nostra vita con lui unica.

Il fiuto: lavoro e divertimento insieme

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Ricerca olfattiva

I cani usano principalmente tre sensi per muoversi nell’ambiente: la vista, l’udito e l’olfatto. La vista e l’udito vengono usati più spesso in quanto costano meno fatica e dispendio energetico.

Il cibo più economico è quello più vicino, ossia individuabile con la vista. Se non c’è niente di commestibile ben in vista, allora il cane o il lupo cerca di ascoltare se sente il rumore della potenziale preda. Solo se nessuno di questi due sensi gli è di aiuto per procurarsi il pasto, il cane mette in moto l’olfatto” (Anne Lill Kvam “il fiuto del cane tra gioco e lavoro”).

Questa frase descrive bene come mai il fiuto viene usato come ultima risorsa durante la caccia, ma anche nei momenti di vita quotidiana del cane. Usa ovviamente l’olfatto per comunicare con l’ambiente, ma non in modo definito e preciso. Anche nel gioco, nella ricerca delle palline disperse nei prati, vale la stessa regola, motivo per cui molte palline vengono perse. Il cane non percepire tutti i colori, distingue il blu, il giallo ed il bianco, mentre confonde il rosso, l’arancione, il giallo ed il verde (motivo percui spesso le palline gialle da tennis non vengono viste nell’erba). Avete mai provato a lanciare dei bocconi a terra? Il cane non li trova subito con la vista e userà l’olfatto la dove gli occhi non vedono. Questo perchè oltre a non distinguere i colori i cani sono miopi e la dove non vedono interviene il naso. Sempre legato alla caccia i cani sono attratti da ciò che si muove mentre ciò che rimane fermo spesso non viene percepito. La lepre aspetta immobile e sa che solo quando si muoverà il predatore partirà all’inseguimento, e deve essere brava a calcolare le distanze! Motivo percui la pallina è più interessante quando si muove che quando è ferma.

L’olfatto costa molta energia e usarlo stanca, ma crea un senso di appagamento molto forte nel cane per questo motivo è un ottimo modo di divertirsi insieme.

I cani, si sa, hanno un olfatto molto sviluppato che viene usato per comunicare e prendere informazioni dall’ambiente. Le marcature sono un grande sistema di comunicazione canina ancora in larga parte a noi sconosciuto. Inoltre, l’olfatto è stato anche usato per tantissime attività al servizio dell’uomo come la caccia di prede fino alla ricerca di dispersi, di droga e addirittura per precise situazioni mediche. Ovviamente ogni cane ha le sue preferenze ed il suo modo di utilizzare il fiuto. Questo dato in primis dalla selezione di razza un segugio non alza mai il muso da terra cercando nel terreno odori interessanti, mentre cani da ferma annusano l’aria prima in cerca del cono d’odore della preda. Ci sono poi razze selezionate ad usare la vista per predare come i levrieri (muovendosi nelle pianure deserte hanno più facilità a vedere), che però possono comunque trovare appagamento in alcune tipologie di ricerca. Ci sono poi razze come i grossi pastori che difficilmente lavorano su richiesta e spesso sono poco interessate al cibo o gioco, ma con delle eccezzioni come la nostra amica Angie maremmana amante della ricerca.

La ricerca può anche aiutare nel lavoro con cani con problemi comportamentali andando a appagare e dare un’attività alternativa a comportamenti sbagliati. Per esempio cani reattivi possono scegliere di cercare cibo invece che reagire alla vista di persone o cani in quanto la ricerca li soddisfa di più. Inoltre cani paurosi possono iniziare a trovare nella ricerca di persone un modo per accettarne almeno la vista andando a ricevere una ricompensa dal disperso. Ovviamente in questi casi c’è bisogno di un rieducatore che possa guidare cane e proprietario per non innescare risposte negative e creare situazoni pericolose e controproducenti.

Al di fuori dell’utilizzo naturale dell’olfatto e quello utilizzato per determinati lavori, esso viene usato poco nella vita di tutti i giorni.

Il cane si annusa in modo istintivo, ma non gli viene quasi mai chiesto di farlo per motivi precisi. Molti proprietari non sanno che si possono creare bellissimi momenti di ricerca insieme e creare dei lavori di coppia in cui si sfrutta appunto questo senso per cercare cibo, oggetti, persone o riconoscere specifici odori. Per il cane è molto divertente e gratificante cercare e gli permette di utilizzare un senso che per lui è molto appagante. La ricerca può essere svolta in diversi modi, vediamoli in modo sintetico:

La pista olfattiva

Consiste nel cercare bocconcini nascosti lungo piste in cui il cane deve seguire il cono d’odore della persona appena passata e del cibo lasciato a terra. I bocconcini possono anche essere disposti in una zona delineata da un’area definita e in questo caso, si parla di ricerca nel quadrato. Entrambe le situazioni vengono prima rese semplici e poi più complesse andando ad allungare la pista, con delle deviazioni o allargando sempre di più l’area ad esempio. La stessa cosa può essere fatta con un oggetto lavorando prima in apprendimento per far si che il cane associ l’oggetto al nome della cosa dispersa. Questa attività vi porterà a creare percorsi unici e divertenti per voi e il vostro cane andando a sbizzarirvi su dove nascondere i bocconi e sfidare la loro bravura. Inoltre potete sempre insegnare al cane a cercare le chiavi della macchina o gli occhiali ed altri oggetti. Vi è mai capitato di far cadere per sbagli le chiavi e non trovarle? Usate il naso di Fido e le troverà subito!

La ricerca di persone

È un tipo di ricerca in cui il cane segue la traccia lasciata da una persona che si è nascosta e che ha con se un gioco o un premio gustoso. Una volta che il cane avrà trovato il figurante nascosto, avrà la ricompensa. Questa attività è molto divertente perché il proprietario non sa dove sia la persona e deve per forza affidarsi al cane. Ovviamente all’inizio la persona partirà a vista per far capire al cane cosa deve fare e poi l’educatore insegnerà i vari passaggi al binomio. È fondamentale che si nasconda un’altra persona e non il proprietario del cane, in quanto vedere “sparire” il proprio migliore amico potrebbe creare ansia e quindi rovinare il divertimento. Essere soli nel bosco, nel silenzio affidati solo al cane che d’istinto vi porterà dal figurante è un’esperienza unica da fare insieme al nostro amico.

La ricerca con oggetti

Cercare cibo nascosto in oggetti come piccoli bicchieri o sotto i coni andando a distinguere dove c’è il boccone e dove non c’è nulla è un altro modo per divertirsi usando il naso!

Ricerca degli sniffer

Consiste nel riconoscere determinati odori, che vengono chiamati in gergo “sniffer”, su oggetti o barattoli contenenti le essenze. Di solito si usa la cannella come odore di riferimento che il cane deve riconoscere. Oppure il cane deve riconoscere tra diversi oggetti uguali, di solito legnetti, quello toccato da noi.

Sono tanti i metodi che ci consentono di passare del del tempo col nostro cane in maniera divertente e ognuna di queste attività può essere svolta con un preciso training che da le informazioni giuste al cane e al proprietario su come utilizzare al meglio il tartufo del nostro amico. Infatti, da parte del cane c’è la condivisione del fiuto in modo collaborativo, mentre il proprietario deve dare le giuste informazioni su cosa cercare e poi affidarsi al cane. È importante affidarsi ad un educatore e seguire un corso in modo da seguire tutti i passaggi necessari. All’inizio il cane non è in grado di capire cosa deve fare, e per guidarlo insieme al proprietario deve seguire un percorso che a seconda dell’individuo sarà più o meno lungo. In modo da poter usare il fiuto come strumento per divertrsi insieme e dare al cane un senso di appagamento unico.

La ricerca oltre ad essere appagante è anche un ottimo modo per passare del tempo insieme al cane, infatti cercare per il cane vuol dire usare molte energie, più di quelle spese in un’ora di passeggiata. Alcune attività possono anche essere svolte in casa o in spazi piccoli, ma tutte sono delle ottime occasioni per scoprire un lato unico e naturale del cane. Non servono quindi grandi spazi, bisogna munirsi di qualche boccone alcuni giochi ed avere un buon programma con tutti i vari passaggi da fare per aumentare le difficoltà e provare le varie tipologie di ricerca. Preparate il vostro kit di premi, lunghina, cibo, giochi trovate un bravo educatore competente e buon divertimento!

Marta Treves educatrice cinofila

l’istinto predatorio: come conviverci

Il cane deriva dal lupo,ma il rapporto simbiotico, la convivenza con l’uomo e la creazione di una sua nicchia ecologica ha fatto si che abbia delle sue caratteristiche ben definite diverse dal suo antenato. Nonostante alcune differenze però il cane ha comunque mantenuto l’istinto predatorio del grande predatore che è il lupo. Dalla letteratura sappiamo che il cane, a differenza del lupo, è un predatore opportunista e la sua capacità di adattarsi e cibarsi di diverse fonti di cibo, animali morti e resti compresi (più simile agli sciacalli o i coyote se vogliamo) gli ha permesso di evolversi con l’uomo.

La predazione è un insieme di comportamenti: individu­are-fissare-avvicinarsi-inseguire-mordere-afferrare-uccidere-sezionare. Nel lupo si arriva poi ad avere la consumazione della preda, mentre nel cane (randagi a parte) no.

Questi comportamenti possono variare per quantità, intensità e momento della comparsa durante la crescita di un individuo. Come tutti i comportamenti innati, durante la crescita del cane, anche i comportamenti predatori possono comparire prima rispetto ad altri. Inoltre, alcuni cani mostrano tutta la sequenza di comportamenti mentre altri solo in parte. Principalmente questo è dovuto alla selezione artificiale delle razze

Cani caccia da inseguimento per esempio non arrivano ad uccidere la preda, ma vengono allenati per portarla al cacciatore. Mentre cani da caccia dei nocivi (come i jack russell e molti terrier) arrivano ad uccidere le prede, in quanto il loro compito era proprio quello di ripulire le zone da animali come i topi che causavano problemi all’uomo portando malattie o distruggendo i raccolti.

Anche i pastori, sia conduttori che i guardiani, fanno il loro lavoro seguendo comportamenti all’interno della sequenza. Infatti, il Border Collie non potrebbe fissare e inseguire le pecore senza il suo istinto predatorio. Il suo lavoro si basa sull’inseguire il bestiame come farebbe con le prede senza però andarle mai a toccare (qua entra in gioco la selezione e il lavoro dell’uomo).. Anche il tenero Golden Retriever o Labrador Retriever quando ci riporta il legnetto ha in mente la caccia! infatti lui sta semplicemente facendo il suo lavoro da cane da riporto.

Ogni tipologia di caccia è ben definita dal motivo per cui è stata selezionata (inseguire, fermare, uccidere). Come accadeva nell’800 anche oggi si creano nuovi incroci ed il cane è diventata una specie con individui con caratteristiche sempre più definite.

Ma come mai il tenero bassotto sempre sul divano appena vede un gatto parte all’inseguimento? Oppure il maremmano che ha sempre vissuto vicino alle galline nel pollaio uccide un pulcino scappato dal nido? La risposta è molto semplice la caccia è un istinto innato del cane che viene passato geneticamente da generazioni. ll cane rimane comunque un predatore, che si tratti del randagio di strada che deve procurarsi cibo o del barboncino che mangia tutti i giorni le sue preziose scatolette. La caccia crea una sensazione di appagamento nel cane andando a soddisfare molti suoi bisogni e creando un forte senso di benessere. Come mai però ci scandalizziamo se il nostro cagnolino uccide una gallina, mentre non ci stupiano se il nostro gatto ci porta resti di animali? Forse dovremmo capire come convivere al meglio con il nostro cane e come andare a tutelare noi, il cane e la fauna.

Andare a reprime l’istinto o ancora peggio punirlo è totalmente inutile perchè si andrà a creare solo problemi e si rovinerà la relazione con il nostro amico. Se scegliamo un cane di razza andiamo ad informarci sulle sue origini, guardiamo che tipo di comportamenti mette in atto e se ha un istinto più o meno accentuato. Nei cani l’istinto si vede già dalla più tenera età, un setter già a pochi mesi metterà in atto comportamenti di ricerca e ferma. Se invece abbiamo un meticcio possiamo vedere cosa metterà in atto durante la crescita. Ad esempio, attraverso il gioco si può capire quale modalità i cuccioli metteranno in atto per cacciare. Osservando gli adulti e giocando,i cuccioli imparano la predazione.

Il modo più corretto è andare a creare delle situazioni in cui il cane sia cucciolo che adulto può soddisfare i suoi bisogni di predazione. Interagendo con il proprio cane e interessandoci a ciò che sta facendo, potremo renderci conto che è corretto diversificare il gioco e non soffermarci solo e sempre sullo stesso, come ad esempio la pallina. Cerchiamo di diversificare i tipi di gioco interagendo con il cane senza diventare solo un tira palline. Interessiamoci a quello che sta facendo, ad esempio curiosando insieme a lui quando, durante una passeggiata annusa e scava. In questo modo metteremo in atto un momento di condivisione della “caccia” andando a migliorare la relazione con lui e soddisfando i suoi bisogni da cacciatore di gruppo.

Ci sono poi delle attività che si possono fare sia a livello sportivo, ma anche ludico che possono far si che il cane rimanga appagato dalle sue necessità. Sport come l’agility o l’obedience vanno a ricreare momenti in cui il cane, insieme al proprietario può divertirsi attraverso attività che soddisfano i loro bisogni di movimento e concentrazione. Altre attività come il retrieving o la ricerca di persone vanno invece a ricreare situazioni più naturali, ma protette dove il cane può mettere in atto il suo istinto andando a collaborare con il proprietario usando le proprie capacità. Lavorare sulla relazione è importante in quanto il cane sarà soddisfatto di aver fatto qualcosa di utile con noi e non sentirà il bisogno di trovare altre attività da fare da solo.

Non tutti i cani e non tutte le persone amano però praticare sport o fare attività specifiche. In questo caso sarebbe bene permettere al cane di andare a soddisfare i suoi bisogni e vivere situazioni di sicurezza. Può essere utile fare un piccolo corso di educazione di base e di obbedienza per vedere come possiamo collaborare con il nostro cane ed evitare che crei danni. Inoltre possiamo lavorare sull’autocontrollo del cane e andare a vedere fin dove è in grado di controllare il proprio istinto. Non andiamo però a stimolare troppo l’istinto e correre rischi, se abbiamo un cane da caccia non abituato a lavorare e collaborare con noi non lo lasciamo libero nei boschi. Mentre se abbiamo un border andiamo a lavorare sui suoi bisogni in modo che non si metta a rincorrere bici e pedoni che corrono. Infatti l’istinto predatorio se non viene canalizzato e non si permette al cane di manifestare il proprio bisogno di predare può essere diretto verso prede “strane” tipo roller, bici, auto e moto. Questo perchè il movimento risveglia l’istinto di rincorrere e il cane trova la stessa soddisfazione che avrebbe a predare cose vere.­ Anche un piccolo maltese avrà bisogno di correre, inseguire una pallina e magari uccidere un piccolo peluches a forma di coniglio.

Come mai alcuni cani, anche da caccia, riescono a convivere con specie diverse, come i gatti mentre altre no? Bisogna vedere come sono stati cresciuti. Se già durante la fase di crescita i due animali convivevano il cane riconosce il gatto come parte della famiglia. Non è sempre detto che però generalizzi: il gatto di casa è una cosa, ma il gatto di strada può rimanere sempre una preda. Quello che spesso fa partire la predazione è il movimento e i gatti randagi spesso corrono via andando a istigare il cane.

Nei cani adulti bisogna vedere quanto forte è l’istinto predatorio. In caso di convivenza è sempre bene tutelare tutti andando a creare spazi divisi per i vari animali dove possano sentirsi al sicuro. In nostra assenza è sempre meglio dividere gli animali, se abbiamo qualche dubbio sull’autocontrollo del nostro cane. Ricordiamoci anche che la nostra presenza può fungere da controllo e appena noi non ci siamo il cane si senta libero di cacciare. In quel caso è sempre meglio andare a tenere separati gli animali quando siamo via. Anche la presenza di una semplice rete può fungere da inibitore, infatti le galline in un pollaio sono al sicuro, ma appena escono non sempre.

Quando prendiamo un cane ricordiamoci che è un animale predatore e che quindi ha delle caratteristiche e istinti ben precisi e che non possono essere repressi. Cerchiamo di conoscerlo al meglio, lavorare sulla relazione oltre ai suoi bisogni affinchè si possano trovare attività che soddisfano entrambi. Non spaventiamoci se il nostro cane mette in atto comportamenti predatori! non diventerà un serial killer, ma andiamo a mettere tutto in sicurezza e lavoriamo sul suo benessere.

Il tempo per il cane: qualità vs quantità

Oggi viviamo una vita piena di impegni, giornate di corsa tra lavoro e tante attività da svolgere. Spesso non ci fermiamo fino a sera e, stanchi, andiamo a dormire per poi ricominciare un’altra giornata piena. Se riusciamo a ritargliarci un momento per noi, finisce sempre che ci dedichiamo alle nostre attività preferite.

In questo mondo frenetico in cui ogni minuto è prezioso, molte famiglie condividono la loro vita con un cane e spesso ci si chiede quanto tempo è necessario dedicargli.

Ci viene detto che un cane, adulto, in salute, ha mediamente bisogno di fare circa 6 ore di attività includendo il mangiare, pulirsi e farsi coccolare. È quindi consigliato fare 3 o 4 uscite al giorno di circa un’ora l’una. Con i cani anziani e i cuccioli cambia un po’, entrambi infatti necessitano di più ore di sonno e meno di attività.

Oltre alle passeggiate, le altre attività che dovrebbe fare il cane sono il gioco sociale (ovvero insieme a noi), gioco solitario, la masticazione, oltre ad avere momenti di relax e coccole.

A leggere tutte queste cose, è facile aver paura di prendere un cane, pensando che davvero serva una quantità di tempo sproporzionata alle nostre capacità. Tuttavia non dobbiamo mai dimenticare che un bisogno fondamentale per il cane, essendo un animale sociale, è stare con la sua famiglia e sentirsene parte integrante.

Come mai il mio cane è stressato o sembra insoddisfatto dopo 2 ore di passeggiata? Magari semplicemente abbiamo camminato con lui, senza essere davvero insieme a lui. Quante volte ci capita di passeggiare parlando con amici, guardando il cellulare, distraendoci in continuazione, mentre il nostro amico cammina, esplora, praticamente in solitudine? In quei momenti non siamo attivamente con lui e ciò può causare una profonda insoddisfazione nella sua mente.

Questo è un esempio per arrivare al fulcro della questione: avere un cane è un impegno che porta via tempo ed energie, tuttavia oltre a pensare alla quantità di tempo che serve per accudire al meglio il migliore amico dell’uomo dobbiamo ben pensare anche alla qualità del tempo che gli vogliamo dedicare.

Fare un’attività insieme, dedicandoci totalmente al nostro cane, lo soddisfa molto di più che fare un’ora di passeggiata guardando il telefono. Se ci divertiamo insieme, esplorando il terreno, chiamandolo per cambiare direzione, fermandoci quando lui si ferma, premiandolo quando fa la cosa giusta, dandogli attenzione, lui sarà più felice e soddisfatto.

Interessarsi a cosa sta facendo mentre annusa, magari parlandogli e chiedendo cosa sta guardando è un modo di farci vedere interessati. Non dimentichiamo che le nostre emozioni passano dalla nostra voce e dal nostro corpo e lui le può percepire perfettamente.

Seguirlo nelle sue scorribande può essere divertente per noi e per lui, anche se all’inizio vi guarderà strano! Vedrete che poi inizierà a cercare sempre più spesso la vostra collaborazione.

Giocare con lui un pochino in modo attivo, lanciandogli qualcosa o rincorrersi a vicenda è un modo divertente di stare insieme anche nel prato sotto casa. Richiamarlo e chiedergli di fare qualcosa, un semplice seduto o un trick (ed esempio fare dare la zampa) che conosce renderà la passeggiata più piacevole.

Per i cani non è tanto una questione di quantità di attività, ma spesso conta molto la qualità. Anche nel gioco restiamo attivi parlando e muovendoci, se ci limitiamo solo ad essere dei “lancia palline” diventeremo noiosi e rischieremo anche di creare un loop compulsivo pericoloso.

Un altro punto cruciale della questione è il prendere un secondo in modo che faccia compagnia al primo. Spesso questa scelta è dettata dal fatto che si ha poco tempo da dedicare a un solo cane e quindi si pensa di “delegare” il nostro compito a un altro amico a 4 zampe. Certo, avere una compagnia può essere molto gradito al cane, tuttavia non è facile capire come i due cani si comporteranno tra loro e se veramente si faranno compagnia. Ma non solo: a dispetto di ciò che si può pensare, il tempo necessario per accudire due cani sarà il doppio rispetto a prima! Infatti, entrambi i cani dovranno godere delle stesse attenzioni e dovranno ricevere i loro momenti con noi allo stesso modo. Se vogliamo due cani dobbiamo avere il tempo da dedicare ad entrambi in modo individuale e poi insieme quindi volendo il tempo triplica. Se quindi abbiamo poco tempo da dedicare al nostro cane cerchiamo di migliorare quel poco che abbiamo piuttosto che dare il complito a qualcun altro, soprattutto se un altro cane.

Passiamo ora a un altro spunto di riflessione: il giardino. Spesso mi viene detto che la scusa per non uscire col cane è che tanto ha il giardino. Ma il giardino non da soddisfazioni soprattutto se il cane vive fuori da solo. Sia che il cane abbia accesso alla casa sia che stia fuori, il giardino fa parte della casa e quindi dopo un breve tempo inziale non sarà più interessante. Le uscite e i momenti passati insieme stimolano la mente e le emozioni e fanno si che il cane si senta realmente soddisfatto all’interno della famiglia. Il giardino per molti cani è solo una prigione un po’ più ampia di un appartamento.

La cosa importante per un cane quindi è sentirsi realmente parte di un gruppo famigliare e realizzarsi con diverse attività.

Il tempo che dedichiamo a lui è importante e almeno una parte deve veramente essere per lui.

Ci saranno le passeggiate solo per fare pipi o fatte insieme alle commissioni, ma se vogliamo davvero essere i migliori amici del nostro cane, una parte della nostra vità dovrà essere vissuta insieme a lui, entrando nel suo mondo.

Divertiamoci insieme a lui almeno per una parte della giornata e se abbiamo poco tempo da dedicargli facciamo in modo che quel poco sia il suo più bel momento della giornata. E chissà, magari il quei momenti diventeranno anche i più bei momenti della nostra giornata!!

Il cane in città

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Dogsitter petsitter milano
La mia cagnolina Charlie

rmai si trovano molti più cani cittadini, in quanto le persone che vivono in ambiente urbano sono aumentate e di conseguenza anche i loro compagni. Inoltre, la vita con un bau è spesso più piacevole di una vita solitaria. Ma quali sono gli aspetti importanti da rispettare quando si ha un cane che vive in città? Quali sono gli aspetti positivi e negativi di questa vita urbana?

I cani ormai si sono ben adattati alla vita con l’uomo e, di conseguenza, anche all’ambiente urbano. Da un punto di vista civile bisogna ricordarsi sempre, quando si va in giro, di tenere a portata di mano un sacchetto per la raccolta degli escrementi, in quanto è importante rispettare gli spazi pubblici e magari un po’ d’acqua per sciacquare la pipì. Usiamo sempre un guinzaglio idoneo a seconda del cane e del posto dove siamo: per legge il guinzaglio può essere lungo massimo 1,5 metri.

Se siamo in un posto isolato, magari in campagna, possiamo usare una lunghina per fare correre un po’ di più il cane tenendolo però sempre in sicurezza. Evitiamo di usare i guinzagli allungabili (i flexy) perché causano molti problemi, possono diventare pericolosi e aumentano la tendenza a tirare del cane.

Per legge i cani possono stare liberi solo nelle aree dov’è specificato, tipo le aree cani, tendenzialmente gestite dai comuni. Le aree cani sono uno strumento importante in quanto permettono ai cani di città di correre liberi, di socializzare o di fare attività con i loro simili in sicurezza. Queste aree però non vanno usate come unico sfogo per il cane! È comunque importante variare le uscite per non cascare nella monotonia. Inoltre, non bisogna essere troppo dipendenti dalle aree cani, perché il cane deve comunque saper andare in altri posti, se per esempio l’area è momentaneamente occupata o fuori uso. Cerchiamo anche di non abusarne: stando troppo tempo in area cani spesso i Bau si stancano e se incontriamo un amico, non passiamo ore a parlare con lui dentro l’area, ma permettiamo l’ingresso anche ad altri, lasciando libero il campo. Inoltre, osserviamo sempre i cani per capire se si stanno veramente godendo il momento di libertà o no. Le buche che spesso si trovano dentro sono segni di disagio tra cani.

Mentre siamo in giro con il nostro cane stiamo sempre attenti a non infastidire nessuno. In città c’è un continuo movimento di persone ed è giusto che il cane venga rispettato, evitando di farlo toccare di continuo.

Inoltre, è importante che lui rispetti gli altri evitando di saltare addosso a tutti e dando fastidio.

Anche in presenza di altri cani è giusto fare attenzione: la vista di un altro individuo non vuol dire necessariamente dover farli giocare. Prima di avvicinarsi, se proprio vogliamo far conoscere i due cani, chiediamo informazioni al proprietario e aspettiamo che siano i cani a decidere se incontrarsi o no.

Se abbiamo cani aggressivi cerchiamo di evitare luoghi dove lo stress e quindi le reazioni aggressive potrebbero aumentare peggiorando la situazione.

Se andiamo sui mezzi pubblici controlliamo sempre di rispettare le norme in vigore portandosi dietro sempre la museruola (che andrebbe sempre portata in borsa anche se non si sale sui mezzi pubblici!).

Da un punto di vista canino la città può essere vissuta come un assoluto divertimento ed è facilmente condivisibile con il proprietario. Fin da cucciolo, ma anche da adulto dando il tempo di adattarsi, la maggior parte dei cani può vivere in città. Bisogna sempre rispettare le loro esigenze, nelle uscite, è giusto soddisfare sia i propri bisogni (come andare a fare commissioni) che quelle del cane, magari andando nei parchi e zone verdi che ormai sono sempre più espanse nelle nostre città, almeno un paio di volte alla settimana. Cerchiamo di creare dei percorsi sicuri in cui il cane può sentirsi libero di agire al meglio durante le passeggiate.

I cani di piccola taglia spesso vengono portati in giro per negozi, controlliamo sempre il loro benessere durante queste uscite. Per alcuni cani seguire il proprietario anche durante questi momenti può essere piacevole, ma è giusto capire se veramente per loro è cosi o è più un nostro bisogno. A volte si può anche venirsi incontro con dei compromessi soddisfacendo i bisogni di entrambi.

Se lasciamo i cani a lungo da soli in casa controlliamo che abbiamo modo di soddisfare i loro bisogni tra cui anche lo svago lasciando qualche gioco in giro. Per evitare incidenti sgradevoli creiamo anche degli orari di uscite abbastanza regolari in modo da regolare la loro giornata. I cani si abituano a stare da soli se sanno che al ritorno del proprietario potranno divertirsi e stare bene. Inoltre, se possiamo permettercelo è ottimo chiedere aiuto a dog sitter, pensioni o asili diurni controllando la loro professionalità e il loro modo di lavorare.

Vivere in città quindi non è difficile, basta avere la giusta gestione del cane nelle sue uscite, nelle ore a casa e negli ambienti pubblici soddisfacendo i loro bisogni al meglio.

Da ultimo, lo stress che può crescere nell’ambito urbano è giusto creare degli spazi di svago e relax magari uscendo fuori dalla città di tanto in tanto.

Marta Treves educatrice cinofila dogandcity.it

le discipline cinofile (educatore, istruttore etc)…tante parole tanta confusione.

Oggi si sente parlare di educatore cinofilo, istruttore, addestratore, rieducatore, comportamentalista, handler,  pet therapist ma chi sono queste figure? Come fare a capire di chi ho bisogno per aiutare il mio cane? Soprattutto come faccio a scegliere tra tutte le varie scuole e metodi di lavoro? Vediamole singolarmente con una piccola premessa su chi è l’ENCI (ente nazionale cinofilia italiana).  Questa associazione, nata nel 1882, si occupa della gestione della cinofilia, della categorizzazione delle razze canine e dell’organizzazione di eventi nazionali ed internazionali di eventi sportivi. Essendo un ente che si trova sul territorio da molto tempo e non essendoci mai stata una regolarizzazione del lavoro cinofilo è l’unico ente riconosciuto, ma non per questo il migliore o necessario. L’ENCI come figura professionale rilascia solo quella dell’addestratore cinofilo, ma negli anni sono nate figure professionali e corsi con una serie di nomi e caratteristiche proprie che hanno creato confusione.

Educatore cinofilo:

La parola educatore definisce colui che realizza una azione educativa, ovvero che contribuisce alla crescita dell’individuo. Nel mondo cinofilo è la figura che aiuta cane e proprietario nella crescita e nella gestione del cane nella vita di tutti i giorni. L’educatore può intervenire nelle consulenze pre-adozione, nella scelta del cucciolo, fare percorsi di educazione del cucciolo in crescita e nel cane adulto. Aiuta a creare un giusto rapporto col proprio cane e nella gestione di varie situazioni dal guinzaglio, al cane in casa, in libertà e nella socializzazione con i propri simili e non. Nel percorso può proporre diverse attività che possano piacere al cane e aiutare sempre in modo ludico. Può collaborare con i canili nella gestione delle adozioni e dei cani ospiti (non con problemi comportamentali che vedremo dopo). Collabora anche con le scuole e centri di formazione per educare alla giusta gestione del cane. In genere aiuta le famiglie nella gestione del proprio cane.  Non c’è un’unica scuola professionale, ma i centri cinofili possono fare delle scuole formative seguendo la propria linea di pensiero. L’educatore è quindi la figura professionale da chiamare se si vuole essere aiutati nella scelta e nella gestione quotidiana del cane.  Sta poi a noi decidere che scuola e che metodo educativo vogliamo scegliere.

Addestratore/istruttore cinofilo:

La parola addestra vuol dire “rendere destro” quindi indica una persona che addestra un individuo per una determinata disciplina. Spesso viene usata anche la parola Istruttore ” persona che viene incaricata di impartire determinate nozioni o di addestrare ed esercitare in particolari attività o funzioni” (treccani). Entrambi quindi sono figure professionali che hanno la qualifica per poter insegnare determinate attività sportive (agility, obedience, retrieving, utilità e difesa etc) oppure per discipline di lavoro come i corpi delle forze armate e la protezione civile. In questo caso i corsi da seguire sono specifici per la disciplina che si sceglie ognuno con una sola durata e un suo programma. Oggi sono nate nuove discipline percui si hanno svariati tipi di qualifiche che possiamo scegliere se vogliamo imparare una disciplina e lavorare con il nostro cane.

Rieducatore comportamentale:

Il rieducatore comportamentale è una figura professionale che lavora sulla riabilitazione dopo che è stata diagnosticata una patologia comportamentale. I problemi comportamentali possono nascere per svariati motivi come la gestione sbagliata del cane e la deprivazione di stimoli,  portando a gravi difficoltà di relazione e gestione del cane in casa e fuori. Il rieducatore è un professionista che dopo un corso specifico, ha le competenze di analizzare il comportamento del cane e diagnosticare un percorso di riabilitazione. Spesso collabora con un veterinario comportamentalista.

Veterinario comportamentalista:

Il veterinario comportamentalista è un medico veterinario con una specializzazione sul comportamento di cani e gatti. Se il cane ha problemi comportamentali come aggressività. difficoltà di comunicazione, fobie ed ansie è richiesta una visita, fatta di solito nello studio del veterinario o a domicilio. Il veterinario fa un’analisi comportamentale e una diagnosi andando poi a fare un piano di lavoro spesso appoggiato da un rieducatore o se sufficiente un educatore. Il veterinario comportamentalista è l’unica figura che può prescrivere farmaci e psicofarmaci in quanto ha una laurea in medicina veterinaria.

Altre figure:

Handler sono coloro che gestiscono il cane negli eventi di esibizione per esempio le gare di bellezza. Sono figure che fanno corsi specifici per gestire il cane durante questi eventi, sapendo cosa serve e come comportarsi.

Pet therapist o coadiutori del cane sono la parte umana del binomio cane-uomo negli interventi assistiti con gli animali. Sono proprietari e responsabili della gestione del caneletture sull'educazione cinofila durante le sedute di pet therapy e devono fare un corso riconosciuto dalle regioni secondo le linee guida nazionali.

Toelettatore coloro che hanno la possibilità, dopo aver fatto dei corsi, di occuparsi della cura e del mantenimento della pelle e del pelo dei cani.

Tutte le figure hanno quindi un loro percorso necessario per poter fare la propria attività che ha un significato preciso. Se abbiamo dei dubbi possiamo sempre chiedere per avere chiaro chi chiamare a seconda della necessità.

 

I cani e la paura dei temporali

In questo periodo dell’anno iniziano ad esserci i primi temporali o anche solo il forte vento che spesso rende nervosi i nostri cani. Infatti molti cani hanno paura del temporale, sia del rumore prodotto dal vento e dai tuoni che per i cambiamenti magnetici che si creano. Alcuni cani hanno paura fin da cuccioli, infatti in parte può essere passata dalla madre mentre altri si spaventano per un’esperienza negativa. Capita a volte che si spaventino una volta e poi non riescano a farla passare. In ogni caso la paura è un’emozione e quindi non possiamo insegnare al cane a non avere paura come se fosse un comportamento. Io ho un’amica che ha paura dei ragni, non le posso insegnare a non averla, posso però farle capire come conviverci e darle fiducia che con me sarà al sicuro.

Se abbiamo un cucciolo è importante cercare di fargli capire che il temporale non è pericoloso, farlo abituare ai cambiamenti che porta rendendo sicura l’esperienza. Durante un temporale cerchiamo di avere atteggiamenti calmi, possiamo proporre delle attività e cerchiamo di  evitare di avere comportamenti ansiosi. Infatti il cucciolo vedrà come ci comportiamo e imparerà che il nostro stato d’animo è quello giusto. Evitiamo comunque di uscire quando ci sono molti tuoni vicini, ma se siamo fuori vediamo cosa fa e a seconda del suo comportamento ci adeguiamo. Se si agita possiamo stargli vicino calmandolo, se accetta possiamo giocare o proporgli qualcosa. La cosa importante è cercare sempre di dare senso di sicurezza.

Se invece abbiamo un cane adulto che ha già paura vediamo come si comporta e cerchiamo di capire come mai. Alcuni cani si spaventano dopo un brutto episodio che possiamo cercare di ricreare per modificare la risposta. Ma alcuni cani hanno paura fin da subito o comunque la paura è molto profonda un pò come la paura dei ragni nelle persone. In questo caso bisognerà lavorare soprattutto sul mettere il cane al sicuro e lavorare sulla nostra relazione in modo che sia chiaro che con noi sarà al sicuro. DI solito i cani cercano un posto, spesso chiuso e riparato dove nascondersi, in casa vanno anche in bagno in quanto le piastrelle sono isolanti dal suono e dai campi magnetici.  Se siamo in casa permettiamo al cane di andare nel suo posto sicuro, a volte si può anche usare un kennel con pannelli fonoassorbenti. Alcuni cani chiedono la nostra presenza in quel caso mettiamoci vicino a loro senza toccarli troppo, ma facendoci sentire in modo rassicurante.  Non sgridiamo il cane, ricordate che la paura è un’emozione, non ignoriamolo e non cerchiamo di distrarlo con altro in quanto sarebbe inutile. Se siamo fuori cerchiamo di andare in un posto più sicuro possibile, molti cani si sentono sicuri in auto o magari tra le persone. Tendenzialmente il cane poi inizia ad ansimare, tremare e avere comportamenti da paura.

Personalmente con charlie ho lavorato sulla nostra sicurezza. Se lei è libera e si spaventa corre via, ma mentre prima scappava ora si ferma e mi aspetta, la lego e torniamo alla macchina o a casa. Se è legata cerco di capire a che livello di paura è poi piano piano senza fretta torno a casa, se è proprio nel panico torno subito sennò faccio con calma o mi allontano dalla fonte (lei ha paura anche degli spari).

Alcuni cani hanno atteggiamenti più aggressivi, o verso se stessi mordendosi e leccandosi o verso gli oggetti distruggendo. In questo caso sentiamo un professionista per cercare di trovare il modo di inibire questi comportamenti e dare al cane la possibilità di cambiare comportamenti. Questo non significa far passare la paura, ma conviverci in modo meno pericoloso. L’uso di farmaci è molto  complicato e va seguito quindi è fondamentale chiedere ad un professionista e farsi seguire. Anche l’uso di integratori alimentari e medicinali come i fiori di Bach vanno usati con criterio e chiedendo come funzionano in quanto possono portare il cane ad avere cambiamenti improvvisi.

La cosa fondamentale e quindi rendere meno paurosa l’esperienza permettendo al cane di avere fiducia in noi e nel fatto che con noi non succederà nulla. La paura è un’emozione spesso istintiva che non può essere semplicemente cancellata, ma possiamo imparare a conviverci.

 

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