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l’età del cane: l’importanza di scegliere il cane anche in base alla sua età.

Spesso mi trovo a spiegare a clienti o persone che incontro come varia un cane in base alla sua crescita e come si potrebbero risolvere problemi semplicemente rendendosi conto dei bisogni diversi che hanno cani di età diverse. Principalmente ci sono tre fasi cucciolo dai 2 ai 5/6 mesi, adolescente (si avete letto bene) 6/7 mesi fino all’anno o anno e mezzo, adulto dall’anno e mezzo in poi (si potrebbe aggiungere anziano dopo i 10 anni). Il momento di passaggio tra un gruppo e l’altro può variare anche di un po di mesi in base alla razza, per esempio cani di grossa taglia tendono ad avere una crescita lenta arrivando a finire il loro sviluppo sia fisico che mentale verso i due anni mentre nei cani piccoli si ha una crescita più veloce. In parole povere per esempio un bassotto di un anno potrebbe essere più maturo di un pastore tedesco di un anno e mezzo.

Senza andare troppo nello specifico e tenendo sempre conto anche della variabilità dovuta alla razza, alle esperienze vissute ed all’individuo andiamo a vedere cosa succede nei tre principali gruppi e le loro differenze.

I cuccioli sono individui che iniziano a conoscere il mondo, potenzialmente insieme alla mamma e ai fratellini, per i primi 2/3 mesi e poi entrano a far parte del gruppo famigliare. All’inizio c’è un bisogno di socializzazione intraspecifica e quindi conoscere tutto ciò che fa parte della specie cane. Qua per i cuccioli è essenziale imparare a conoscere ed interagire con i propri simili in modo da non avere problemi futuri usando la naturale curiosità che hanno. Poi entra in gioco la socializzazione interspecifica quindi la conoscenza di tutto ciò che riguarda l’ambiente dal conoscere altre specie al conoscere ambienti e stimoli esterni. I cuccioli, dal momento dell’adozione, hanno bisogno di imparare, sfogare le loro energie e conoscere il mondo nel modo giusto, ma attraverso i loro bisogni naturali e quindi anche attraverso l’uso della bocca per esempio. Un po come i bambini sono delle spugne che assorbono ogni informazione e essendo curiosi e molto attivi sono sempre pronti a fare nuove esperienze. Nei cuccioli si hanno comportamenti molto basici e risposte emotive molto veloci e variabili proprio perchè mettendo in atto quello che nella loro natura gli insegna a vivere e agendo di conseguenza. Alcune cose dovranno impararle dai loro simili, per esempio l’uso corretto della bocca, mentre altre le impareranno con la giusta educazione da parte della famiglia. Se scegliamo un cucciolo di allevamento chiediamo sempre come ha vissuto i primi due o tre mesi e che esperienze ha fatto (questo vale anche per i canili se si può sapere). Prepariamoci ad essere molto attenti ai suoi bisogni e ai suoi tempi di crescita e apprendimento in modo da non cadere nella fretta e nella rabbia solo perchè non ha ancora imparato a fare pipi fuori casa o morde qualche mobile.

L’adolescenza, un pò come nell’uomo, inizia quando iniziano ad esserci cambiamenti ormonali nel metabolismo, nei maschi si ha tendenzialmente con l’inizio delle marcature con la zampa alzata mentre nelle femmine con il primo calore. Il cane adolescente avrà comportamenti molto più amplificati ed emozioni più complesse, per esempio la paura può innescare diverse reazioni che non saranno più quelle del cucciolo che cerca protezione. Gli individui giovani andranno a testare la loro forza ed il loro status soprattutto con individui di età simile. Il gioco non sarà più solo gioco, ma saranno momenti di prova per capire il proprio posto nei ranghi e capire in futuro che individuo verrà fuori. Comportamenti spesso visti come “dispetti” hanno un vera e propria motivazione dovuta ad una sbagliata o mancata educazione e conoscenza da cuccioli. Il non tornare al richiamo per esempio è spesso dovuta al mancato lavoro fatto prima nel cucciolo con la libertà, per paura di perderlo, senza contare che un cane adolescente sarà più invogliato a scappare che un cucciolo. Se si prende un cane in questo periodo molto critico di crescita, bisogna informarsi sulle esperienze fatte (e soprattutto su quelle non fatte). Sarà  più lunga e complessa la conoscenza di un individuo adolescente proprio dovuto al fatto che sono individui che stanno subendo un complesso cambiamento a livello emotivo e sociale. Soprattutto se si hanno esigenze particolari,come per esempio la presenza di bambini in famiglia oppure orari molto rigidi, è bene informarsi su chi  il cane e le sue esperienze. Cani che magari non hanno imparato ad usare la bocca nel modo giusto da piccoli, l’andranno ad usare in modo più marcato e doloroso, questo comportamento può essere modificato, ma richiede tempo e metodi diversi che nei cuccioli. Per un cane adolescente non abituato a determinati stimoli può essere più difficile abituarsi ad essi, e non c’è più quella curiosità ed attaccamento tipico dei cuccioli. Inoltre è bene ricordarsi che tutto ciò che succedere durante l’adolescenza lascerà un segno indelebile nella vita di un cane adulto.

I cani adulti sono quei individui che hanno terminato la crescita fisica e potenzialmente la loro personalità è formata. Negli adulti man mano che si va avanti le esperienze modificheranno l’individuo andando a toccare o meno determinate caratteristiche. Tutti i cani possono cambiare atteggiamenti e personalità soprattutto nei primi anni di vita, poi man mano che si va avanti l’individuo sarà sempre più stabile nella sua identità.

Questo articolo non vuole essere una guida su come scegliere il cane e soprattutto non c’è una risposta su di che età è meglio prendere un cane. Bisogna però tener contro che un cucciolo ha bisogni diversi che un cane adulto, e soprattutto, cosa che spesso viene dimenticata i cani adolescenti non sono ne cuccioli ne adulti. A seconda del nostro tempo e della nostra tipologia di vita cerchiamo di capire qual’è il cane che fa meglio per noi anche in base all’età. L’età è importante perchè l’individuo fa più o meno esperienze nel corso della vita vissuta e soprattutto ad ogni età cambiano i bisogni e le risposte a determinate esperienze e stimoli.

Per saperne di più e non sbagliare nella scelta del cane informatevi sempre da un’ educatore cinofilo competente in modo da sapere chi vi state portando a casa senza poi dover rimediare ai danni dopo. 

la pet therapy

Gli Interventi assistiti con gli animali o più conosciuta come pet therapy

Si può riassumere usando sette parole fondamentali: relazione, empatia, collaborazione, professionalità, flessibilità, cura alternativa ed emozionalità.

In quanto le varie attività vanno a toccare diverse parti della relazione che viene a formarsi tra cane ed utente . Le varie attività si differenziano in base agli obbiettivi posti e alla tipologia di terapia che si è pianificata all’interno dell’equipe multidisciplinare.

Tendenzialmente si parte da attività di tipo referenziale o implicitativo in cui viene introdotta la conoscenza dell’animale senza che sia attivamente presente. Dopo una prima conoscenza si passa ad attività interattive guidate, gestionali e performative che sono più complesse in cui si troveranno attività specifiche a seconda dell’utenza e degli obbiettivi.

La pet therapy ha come obbiettivi generali:

    • sviluppare competenze attraverso la cura dell’animale;
    • accrescere la disponibilità relazionale e comunicativa;
    • stimolare la motivazione e la partecipazione.
    • Dare informazioni e strumenti per la giusta comunicazione e gestione del cane.

Gli interventi assistiti vengono suddivisi in tre categorie che variano a seconda degli obbiettivi che si danno:

-Educazione assistita con l’animale (EAA) in cui si va soprattutto a lavorare sulla conoscenza e informazione di quello che è il cane e i suoi bisogni, lavorando sulle diversità e la relazione tra diversi. Principalmente viene fatta nelle scuole, ma anche in centri ricreativi e altri centri informativi. L’equipe è composta dal coadiutore dell’animale, un responsabile di progetto ed il referente dell’utente.

-Terapie assistite con l’animale (TAA) in cui ci si pone obbiettivi per lo più terapeutici e specifici a determinate situazioni mediche per migliorare le condizioni dell’utenza in parallelo alle terapie classiche. Vengono fatti con una progettazione specifica e sotto richiesta del responsabile di progetto che appartiene allo staff medico. L’equipe è composta dal coadiutore dell’animale, responsabile di progetto (medico specialista o psicoterapeuta) ed il referente dell’utente.

-attività assistite con l’animale (AAA) in cui le attività hanno come obbiettivo lo svago, il divertimento ed il miglioramento del benessere generale dell’utente. L’equipe è formata dal coadiutore dell’animale e dal responsabile di attività.

Il programma deve essere visto, pianificato e discusso con il responsabile di progetto e il resto dell’equipe monitorando periodicamente l’andamento delle attività.

Il coadiutore dell’animale prende in carico l’animale durante le sedute ed è il responsabile della sua gestione monitorandone lo stato di salute e benessere. Prima dell’inizio delle attività avrà cura di contattare il veterinario in modo da monitorare la salute del cane da un punto di vista fisico e comportamentale.

Io come coadiutore del cane, avendo attestato idoneo secondo le linee guida e certificato dalla regione lombardia offro servizi nelle scuole, case di riposo e in generale programmi con Interventi assistiti con il cane. Per maggiori informazioni contattatemi.

 

 

estate con fido

Ecco delle piccole regole da seguire per godersi al meglio l’estate con i nostri amici a quattro zampe:

1. Evitate di fare passeggiate nelle ore più calde della giornata, magari uscendo di più nelle prime ore del mattino e la sera. Se è necessario uscire durante gli orari caldi fate giri brevi evitando l’esposizione prolungata al sole e dove possibile andare in spazi verdi e all’ombra. Evitate di passare  sull’asfalto esposto al sole in quanto la temperatura percepita dalle zampe dei cani è molto più elevata rispetto a quella che sentiamo noi (provate ad appoggiare la mano per farvi un’idea) .

2.  Se il cane viene lasciato solo in casa o in giardino fate in modo che ci sia sempre movimento di aria e ambienti non esposti alla diretta radiazione solare.  Lasciate sempre a disposizione acqua e se avete la possibilità l’accesso agli ambienti più freschi, magari con pavimenti di mattonelle e non il parquet. Non lasciate i cani chiusi in macchina, nel caso di bisogno lasciarli per tempi molto brevi, con i finestrini aperti e la macchina posizionata all’ombra.

3. Tenete sempre dell’ acqua fresca a portata di mano, sia in casa che fuori durante le passeggiate lunghe o nei viaggi.

4. Come succede anche a noi i bisogni fisiologici cambiano, si dorme di più, e si mangia di meno, è normale vedere una riduzione della fame che non va sforzata e magari usate cibi meno pesanti e più freschi. Inoltre, evitate di fare attività  lunghe e stancanti, soprattutto se vedete segni di stanchezza da parte del cane. Se al cane piace l’acqua magari fategli fare il bagno ed attività in acqua.

5. D’estate ci sono maggiori rischi di incontrare parassiti perciò bisogna applicare sempre antiparassitari contro pulci e zecche. Inoltre vanno fatti vaccini come e controlli per alcune malattie come la filariosi che viene trasmessa tramite una specie di zanzara in alcune zone d’Italia. Chiedere consigli al vostro veterinario per evitare l’esposizione del cane soprattutto se si viaggia in zone a rischio. Se andate all’estero ricordatevi passaporto, libretto vaccini aggiornato e antirabbica.

6. Non tosate il pelo a zero, in quanto esso serve sia come isolante termico che come protezione contro i raggi solari. Infatti la tosatura può aumentare il rischio di bruciature ed infezioni cutanee. Per i cani con pelo lungo o folto si può tagliare o sfoltire soprattutto il sottopelo, ma chiedete ad un’esperto toelettatore cosa è meglio fare.

7. Quando viaggiate  controllate sempre le regole delle diverse compagnie di trasporto, le leggi dei diversi paesi per l’ingresso di animali stranieri e portate sempre a portata di mano il libretto sanitario del cane. Inoltre, informatevi in tempo sulle diverse modalità  e richieste da parte delle località di villeggiatura per evitare stress e disguidi.

8. Se lasciate il vostro amico in pensione controllate l’ambiente, andate a conoscere le persone che si occuperanno di lui magari facendo delle visite prima della partenza. Fate delle prove in modo che il cane sappia dove si trovare e voi sapete come verrà trattato. L’ambiente deve essere pulito, con spazi di sgambo all’ombra, i box con parti chiuse ed esterni e l’accesso continuo ad acqua. Se il cane ha particolari bisogni avvertite sempre prima e date tutte le informazioni necessarie.

9. Se andata al mare, fate fare i bagni al vostro amico se sono di suo gradimento, ma se fa bagni lunghi e frequenti sciacquatelo con dell’acqua dolce. Infatti il sale può servire come antiparassitario, ma se troppo non permette la giusta termoregolazione e causa prurito ed eritemi. Se andate in spiagge attrezzate per cani controllate ci sia sempre acqua e che il vostro cane non vada troppo in stress, piuttosto per alcuni cani è meglio aspettarvi un paio d’ore a casa o in albergo.

10. Attenti ai colpi di calore e ai segnali che potrebbero esserne un’inizio tipo ansimare a lungo e pesantemente, vomito e svenimenti. Alcune razze canine sono più a rischio quindi e bene controllare sempre variazioni inusuali fisiologiche e comportamentali.

Queste regole sono le più essenziali e valgono anche per altri animali come per i gatti.

Con questo vi auguro una buona estate e divertimento!

e ci rivedremo a settembre.

 

tricks: piccoli trucchi per divertirsi con il proprio cane.

Domenica 15 aprile ci sarà, al campo, una giornata dedicata ai tricks. Fanno parte dei tricks tutti quei comportamenti che possiamo insegnare al cane, che non hanno una funzione precisa, ne fondamentale nella vita, se non quella del divertimento nostro e del cane. Alcuni esempi sono: dare la zampa, passare sotto le gambe, l’orsetto, rotolarsi, girare su se stessi o intorno ad un oggetto, toccare qualcosa, fare il morto, l’inchino e molti altri.

Ogni comportamenti viene impostato in apprendimento e in diverse sessioni a seconda del cane sceglieremo la modalità e i tempi giusti. Per scegliere quale trick fare bisogna tener conto della costituzione del cane e della sua forma fisica, ma quasi tutti sono facilmente fattibili da tutti i cani iniziando da quelli un pò più semplici. Man mano che si va avanti nel creare nuovi comportamenti il cane migliorerà la capacità di imparare e collaborare con noi nel creare cose divertenti. I tricks possono poi essere messi insieme in sequenze in modo da creare piccole coreografie divertenti. queste piccole sessioni di lavoro servono  per sviluppare le conoscenze e capacità del nostro cane, oltre a mantenere il fisico in salute (e anche il nostro visto che ci dovremo muovere molto!).  Alcuni tricks, quando sono totalmente acquisiti dal cane, possono venire usati in momenti stressanti per diminuire l’attenzione del cane verso lo stimolo stressante e renderci partecipi del suo essere o per migliorare la concentrazione del cane in una certa situazione difficile da gestire. Inoltre possono essere utili per conoscere vari oggetti e interagire con diverse persone soprattutto per cani che hanno delle paure nei confronti di ciò che non è conosciuto.

Per chi volesse venire a provare qualche trick con proprio cane vi aspettiamo domenica oppure su appuntamento qua ad Abbiategrasso!

tricks tricks2

 

programma gennaio/marzo 2018

ecco il programma delle passeggiate ed attività da gennaio a marzo 2018:

21/01 passeggiata e introduzione alla ricerca (Abbiategrasso)
3/02 ricerca di persone (bosco 100 passi San vito Gaggiano) 9.30
4/03 apprendimento, come riconoscere oggetti (Abbiategrasso) 14.30
18/03 ricerca di oggetti 14.30
Inoltre in programma passeggiate settimanali semi urbane alle 16.30:
31/01 Abbiategrasso
14/02 Gaggiano
28/02 Robecco sul naviglio
14/03 Bareggio

per gli orari, luogo di ritrovo ed eventuali aggiornamenti controllare la pagina facebook o contattatemi via mail o al 3335497320.

 

Ti piacerebbe essere sempre toccato da estranei?

Spesso per strada, o ancora di più entrando nei negozi, molte persone si catapultano su charlie senza chiedere il permesso ne a me ne tanto meno a lei. Charlie non reagisce o meglio non da segni evidenti (a chi non ha molto occhio) di fastidio se non quello di chiudersi e immobilizzarsi allora io mi sposto e la chiamo portandola via. Spesso la gente mi guarda male e non capisce, ma obbligare un cane a delle situazioni non gradevoli non è mai bello ne giusto e bisognerebbe avere più rispetto dei loro tempi e desideri guardando anche i minimi segnali e non solo quelli forti come il ringhio o il morso. L’immobilizzarsi e il sottrarsi è una scelta del cane, ma spesso viene fraintesa come un dare il permesso di fare mentre è un chiaro segnale di disagio.

Quando sono  in giro i cani sono insieme al proprietario e quindi si stando godendo dei momenti di relax e divertimento insieme a lui o ai suoi amici. Come non è cortese arrivare di spalle ad una persona o toccarlo senza permesso cosi è per il cane. Prima di buttarsi sul cane chiediamo il permesso al proprietario o la persona che in quel momento ne ha il controllo e soprattutto chiediamo al cane. Aspettiamo che sia lui a venire da noi e rispettiamo i suoi tempi, non tutti i cani stando volentieri tra le persone.  Se il cane si allontana non gli andiamo dietro, semmai aspettiamo che torni in modo da non forzarlo alle interazioni. Osserviamo se il cane mostra comportamenti di stress come girare la testa, chiudere gli occhi o abbassarsi e se li mette in atto smettiamo di toccarlo. Sono pochi i cani che accettano essere toccati dagli estranei, in quanto le carezze sono una cosa molto intima ed hanno un significato ben preciso per loro. Questa regola è importante anche nei cuccioli che spesso sono carini e “coccolosi” e quindi suscitano desiderio di toccare e coccolare da parte delle persone. Diamo il tempo al cucciolo di conoscerci e permettiamo a lui di scegliere quando basta in modo da evitare che da adulto morda o ringhi a chi gli passa troppo vicino perchè quando era piccolo non veniva rispettato il suo spazio sicuro.

Quando camminiamo con un cane è incontriamo un’altra coppia cane-proprietario lasciamo che i cani interagiscono senza andare a toccare o chiamare l’altro cane. Toccare un cane che sta comunicando con un’altro comporta un’interruzione nella comunicazione che equivale ad interrompere due persone che stando parlando. Fin da piccoli ci insegnano a non farlo (non interrompere la mamma quando parla!) e lo stesso vale quando si tratta di cani. Aspettiamo che finiscano poi andiamo a conoscere anche noi in modo anche da non suscitare gelosie nei cani o incomprensioni. Noi proprietari siamo una risorsa per i cani e quindi toccare o relazionarsi con altri cani può suscitare reazioni sbagliate nel nostro cane.

La cosa più difficile è il ruolo del proprietario che dovrebbe essere complice del cane difendendolo da persone che non gli piacciono e fermando ci sta esagerando nonostante i segnali di stress del cane. é difficile perchè sembra scortese, ma il cane è nostro e lo conosciamo noi più di chiunque altro. Se conosciamo cosa piace e cosa non piace al nostro cane staremo meglio entrambi ed eviteremo la nascita di comportamenti sgraditi. Inoltre se lo tuteliamo lui avrà sempre fiducia in noi anche in situazioni difficili.

Spesso per comodità nostra la prima parte del cane che viene toccata è la testa o la schiena, questo è molto invasivo per i cani che si sentono minacciati da qualcosa che viene da sopra. L’ideale è toccare sotto il collo e di lato in modo che il cane non si senta schiacciato e meno libero di muoversi. La foto in altro mostra quali sono le parti che causano più o meno fastidio nel cane quando vengono toccate.

In definitiva quindi toccare senza preavviso un cane è sbagliato in quanto l’effetto sorpresa potrebbe causare una risposta pericolosa nel cane e una perdita di fiducia nelle persone.  Aspettiamo che il cane ci veda, scelga di venire a conoscerci e proviamo a toccarlo nel posto giusto per poco tempo. Se quando smettiamo il cane se ne va vuol dire che non vuole più essere toccato se rimane possiamo continuare stando comunque attenti che non mostri segni di stress. Chiediamo al proprietario com’è il cane e cosa gli piace  in modo da prendere più informazioni ed aprire un canale di comunicazione con entrambi cane e proprietario. Evitiamo di toccare cani che stando comunicando in quanto interrompiamo una corretta comunicazione tra individui. Ricordiamoci sempre che anche al cane più carino e simpatico a vista può non piacere essere toccato senza permesso. Rispettiamo quindi la volontà del cane, il loro spazio e i tempi che ci vogliono per conoscerci. Come non sarebbe carino toccare la gente che si incontra per strada non è giusto nemmeno farlo per i cani.

 

 

pensione per cani: si o no? come sceglierla?

Ormai l’estate è iniziata, ma ecco qualche mio consiglio sulle pensioni per cani.

Sarebbe bello poter portare il nostro amico a quattro zampe sempre con noi, ma non sempre è possibile o perchè le strutture lo vietano o perchè la vacanza che scegliamo non è idonea per un cane, per esempio se puntiamo a stare in spiaggia tutto il giorno per il cane è una situazione pesante e faticosa. Se non si può contare su famiglia o amici bisogna appoggiarsi ad una pensione vicina o lontana da casa non importa l’importante è che sia quelle giusta!

Oggi molti fanno pensione casalinga, ovvero i cani vengono tenuti in casa della proprietaria con altri cani e vivono la vita di casa. Questo può sembrare molto bello, soprattutto per cani abituati a vivere in compagnia, ma valutiamo sempre la situazione e scegliamo in base alle esigenze del nostro amico. La pensione casalinga può essere stressante in quanto il cane deve adattarsi a tutta una nuova routine, a volte più complicato che stare in un box.

Ecco quindi qualche consiglio in breve:

-che sia casalinga o pensione standard facciamo sempre delle prove di almeno una notte in modo da vedere se il nostro cane si adatta alla nuova situazione e non da segni di forte stress. Se quando torniamo a casa il cane è stanco, fiacco, presenta problemi fisici e ferite vuol dire che non è stato bene. In più se quando torniamo alla struttura da segni di fastidio non ha un bel ricordo.

-Abituiamolo fin da cucciolo alla pensione, portandolo un paio di volte,  in modo che non sia una sorpresa, ma sappia gia dove sta andando e cosa succederà. Se non è mai stato abituato facciamo una conoscenza graduale facendo piccole prove e non arriviamo all’ultimo minuto sbattendo il cane in una pensione qualsiasi perchè non ci sono piu posti libero. la scelta all’ultimo minuto porta sempre situazioni  negative per voi ed il cane, oggi ci sono tante strutture basta informarsi bene.

-scegliamo la pensione non in base alla comodità, ma in base a cosa piace al nostro cane e alle sue esigenze. Controlliamo quali servizio offrono e descriviamo al meglio le esigenze del nostro amico.

-In pensione facciamo dei controlli, i box devono essere sicuri e puliti. I cani devono avere zone coperte, acqua sempre disponibile e devono poter stare tranquilli. Alcune pensioni tengono piu cani insieme, chiediamo sempre come vengono gestiti i cani.

-Almeno una volta al giorno i cani devono poter uscire e se possibile socializzare o divertirsi. Chiedete chi si occuperà del vostro cane e controllate che siano professionali.

-Aspettatevi che vi sia chiesto il libretto sanitario del vostro cane e tutti i documenti necessari per qualsiasi evenienza.

-se è una pensione casalinga chiedete come vengono gestiti i cani, in termini di uscite e di gestione dei pasti e degli spazi comuni.

-chiedete consigli ai veterinari, educatori, amici e parenti è sempre utile avere un parere in più che in meno.

I cani non mentono per cui ascoltate cosa vi dice il vostro cane quando tornate a prenderlo o se lo lasciate più volte in pensione, se è agitato e stressato chiedetevi perchè. La pensione può essere una bellissima vacanza per il cane e se starà bene starete meglio anche voi. Trovare il posto giusto è facile, basta farlo per tempo e soprattutto meglio che abbandonare il cane in un posto qualsiasi o peggio per strada.

cani_gatti_animali_in_vacanza

 

Perchè il mio cane tira?

Ogni volta che esci il tuo cane ti trascina via al guinzaglio, sembra voler scegliere lui dove andare senza ascoltarti?

Vorresti fare una rilassante passeggiata col tuo amico a quattro zampe ma non appena agganci il guinzaglio lui si trasforma in un trattore privo di ogni controllo?

Tralasciando il problema “non mi va che faccia ciò che vuole”, un cane da tiro può essere anche pericoloso, per se stesso e per gli altri. Vediamo dunque come sistemare questo problema.

Fin da cuccioli i cani hanno bisogno di fare esperienze ed esplorare il mondo che li circonda, evitiamo di bloccarli appena si spostano da noi e mettono giù il naso, lasciamoli andare. Piuttosto che trascinarli via usiamo qualcosa, tipo dei bocconi, per richiamare la loro attenzione. Abituiamoli da subito al richiamo e alterniamo momenti di libertà a momenti di camminata al guinzaglio in modo che si abituino subito alle due alternative.

Alcuni punti importanti:

Primo Principio fondamentale della Tiro – Dinamica: Tira perché glielo abbiamo concesso. Di certo non volontariamente, ma non correggere il suo comportamento errato, fa sì che lui trovi sempre più giusto farlo, per la gioia delle nostre braccia!

Se il cane tira per tutto il tragitto, potrebbe essere che lo portiamo sempre in quel posto e quindi lui si aspetta di fare il solito giro e sentire i soliti odori. Anche i cani si annoiano e soprattutto tendono a diventare ripetitivi se non vengono stimolati. Per chi vive in città può essere difficile, ma cambiamo strada spesso e cerchiamo di arricchire le passeggiate con delle novità. Un po’ come cambiare strada per andare in ufficio.

Secondo principio della Tiro-Dinamica: se serve allo scopo, tiro.

Da adulti è fondamentale intrattenere pubbliche relazioni e controllare il mondo circostante.

E che sia giovane o anziano, se è a disagio, se ha dolore oppure paura, il tirare può essere una via per fuggire.

 

Proviamo a mettere al cane sia un collare fisso che una pettorina (meglio ad H) e vediamo cosa tollera di più. Sarebbe meglio che lui si abituasse ad entrambe, ma magari ha una preferenza.

Alcuni consigli pratici:

  • Appena il cane tira fermiamoci e ripartiamo appena lui si calma e ci mostra un minimo di attenzione. Non camminiamo finché lui non tira, e appena ricomincia ci blocchiamo. Possiamo anche cambiare direzione spesso in modo che lui non prenda sempre l’iniziativa.
  • Se tira verso qualcosa, fermiamoci, aspettiamo e cambiamo tragitto per arrivarci in modo che il cane ci metta più tempo e ci arrivi con calma insieme a noi.
  • Non tradiamo la fiducia del cane per noi portandolo in posti pericolosi o dove il cane si sente a disagio.
  • Evitiamo di far incontrare cani al guinzaglio perché vengono a mancare importanti comportamenti di comunicazione tra cani.
  • Ricordiamoci sempre che ogni volta che noi tiriamo il cane farà lo stesso.
  • Permettiamogli di esplorare: a nessuno piace far le cose di fretta o vedersi portar via di mano il telefono mentre si sta navigando. Il mondo è un social network, il naso del cucciolo è il suo cellulare. Lasciamolo annusare, fermarsi, esplorare. Sarà molto più soddisfatto!
  • Distrazioni: se dobbiamo allontanarlo da un punto, usiamo dei premi per distrarlo e farlo venire da noi. Se lo trasciniamo, farà lo stesso con noi.
  • Passeggiamo con lui:non ignoriamolo, ma creiamo novità. Nuovi percorsi, nuove attività mentre siamo fuori. Combattiamo la noia!
  • Insegniamogli il richiamo:utile per permettere corse in libertà alternate a passeggiate al guinzaglio.
  • Non tradiamo la sua fiducia: evitiamo luoghi dove possa sentirsi a disagio e collari che facciano male.

 

Ed infine, ricordiamoci sempre che nessuno meglio di un maestro può aiutarci a comprendere ad educare il nostro amico.

Quindi, senza timore, mano al telefono e chiamiamo un educatore qualificato: con pochi esercizi saprà rendere speciali le nostre passeggiate!

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con l’associazione rescuebau. per informazioni www.rescuebau.it

io e angie al guinzaglio 2 io e angie al guinzaglio

Cos’è la calma?

Spesso sento parlare di dover insegnare la calma ai cani durante i corsi di educazione oppure semplicemente durante la vita del cane. Ma si può veramente insegnare ad un cane ad essere calmo?

la definizione di calma del vocabolario treccani cita: “Tranquillità dell’animo, stato di lucidità mentale, controllo dei nervi”. Quindi per l’uomo vuol dire essere in uno stato d’animo che ci permetta di essere in grado di controllare il nostro stato mentale ed emotivo e poter agire in modo corretto. Potremmo dire che nei cani la calma sia una cosa simile e quindi quando si trovano in una situazione in cui riescono a controllare i loro stati emotivi, mentali e fisici per fare delle scelte corrette e non correre rischi di trovarsi in situazioni sbagliate o negative.

Durante la nostra vita nessuno ci insegna ad essere calmi, ci insegnano, tramite diverse strade a controllarci e vivere il più serenamente possibile. Fin da piccoli iniziamo a capire quali sono i comportamenti ed atteggiamenti migliori per arrivare al nostro scopo senza causare problemi ne a noi stessi ne ad altri. I cani sono simili, infatti durante le loro esperienze sia con le persone che con i loro simili imparano a gestire meglio le loro emozioni e il loro fisico. I cani utilizzano comportamenti diversi dai nostri durante la loro vita, quindi, anche la calma che poi non è una cosa fisica e visibile, ma si avvicina di più ad un sentimento non può essere direttamente insegnata.

La calma è una cosa individuale infatti ci sono persone che possono essere calme in una certa situazione mentre altri no, lo stesso nei cani. Per me è quindi sbagliato insegnare la calma chiedendo al cane determinati esercizi (guardarci, stare seduti) in diverse situazioni, perchè il cane può eseguire un ordine perchè si sente costretto da noi, ma il suo stato d’animo può non essere calmo. Chiedere ad un cane di sedersi o di fare qualcosa in presenza di stimoli forti è per me costrizione, perchè il cane viene inibito dalle nostre richieste. Sarebbe quindi meglio dare ai proprietari e ai cani degli strumenti veri e propri per superare tutti i problemi che si possono riscontrare nella vita insieme. Tramite l’apprendimento per esempio si aumenta la capacità di autocontrollo del cane che impara a gestire i propri stati emotivi e mentali. Aumentare le competenze del cane facendogli fare esperienze positive insieme possono migliorare molto la risposta nel cane durante la gestione quotidiana. Visto che lo stato di calma è impossibile da definire si può parlare di benessere, di capacità di gestire le proprie emozioni ed il proprio fisico per stare meglio. Ma insegnare ad un cucciolo la calma mentre si gioca è per me una cosa difficile da definire e da chiedere. Se chiediamo ad un cane di sedersi, con del cibo o un gioco in mano, quando è agitato non lo stiamo calmando, ma lo stiamo distraendo dallo stimolo usando un’esca.

Facendo quindi un percorso di educazione facendo fare diverse esperienze al cane, introducendo lavori sull’apprendimento, il gioco, l’autocontrollo e molto altro facciamo si che sia il cane a decidere come muoversi per arrivare allo scopo dandogli dei veri e propri strumenti. Ma la calma non sarà mai una cosa da insegnare in quanto ogni cane si comporta in modo diverso  ed è più simile ad un’emozione quindi impossibile da controllare se non da dentro. Meglio parlare di benessere e eccitazione per valutare lo stato d’animo generale del cane in diverse situazioni e controllarlo dando a lui la scelta di come comportarsi.

I cani hanno comunque dei segnali calmanti che usano tra loro, e che può essere utile conoscere per sapere come sta il nostro amico in un dato momento. Bisogna stare attenti a guardare l’insieme dei comportamenti messi in atto e ricordarsi che ogni situazione e diversa. Per saperne di più consiglio la lettura del libro: Turid Rugass “l’intesa con il cane. i segnali calmanti”.

Dogsitter petsitter milano

la figura del dog sitter: qual’è e la sua importanza.

Oggi  nelle nostre città ci sono sempre più cani, ma abbiamo meno tempo per occuparcene e per stare con loro in quanto gli impegni della vita moderna ci tengono occupati per la gran parte della giornata. Un cane che fa una vita “normale” dovrebbe fare in media, durante tutta la giornata, almeno 4 ore di attività che includono sia le esigenze primarie come mangiare che attività più come giocare e fare passeggiate.

Durante la settimana non sempre si ha abbastanza tempo per soddisfare i bisogni del proprio amico e quindi ci si fa aiutare da un dog sitter, cioè una persona che si occuperà del cane in vostra assenza. Non ci sono delle vere e proprie regole e spesso ai proprietari basta che il cane venga portato fuori a fare i bisogni in modo che non li faccia in casa, e quindi guardano solo che vengano soddisfatti i bisogni primari del cane. Non essendoci regole sulla figura del dog sitter possiamo quindi averne diverse tipologie e quindi avere diversi servizi proposti e ovviamente diversi prezzi. Non fermiamoci però a guardare la quantità ( i dog sitter spesso calcolano il prezzo ad ore), ma anche la qualità del lavoro svolto.  Spesso i proprietari chiedono di far uscire il cane per un’ora, ma chiediamo sempre cosa viene fatta il quell’ora.

Essere portato un ‘ora al parco, con la persona al telefono in un posto non da nessun beneficio al cane in quanto si stuferà presto della situazione e sarà per lui come stare a casa. Informate il dog sitter su cosa piace al  cane, se gioca, se sta bene con altri cani, in modo che lui possa variare le attività durante il suo tempo. Un buon dog sitter è una persona che ha esperienza e ha studiato i cani in modo da poter offrire diverse attività oltre alla passeggiata come qualche gioco di attivazione mentale o piccola ricerca di cibo. Spesso si vedono foto come quella sotto con una persona con tanti cani insieme, ma controlliamo che i cani stiano veramente bene e non sembrino soldatini che camminano e basta. Va bene portare più cani insieme, ma bisogna gestirli tutti e soprattutto ognuno deve stare bene con gli altri e ricevere le stesse attenzioni. In quell’ora il vostro amico deve divertirsi e stare bene in presenza della persona che se ne occupa, questo vuol dire che deve fare tutte le attività che farebbe con voi.

I cani non parlano e non possono raccontarci cosa hanno fatto durante la giornata, ma se conosciamo bene il nostro cane possiamo vedere se riscontra dei benefici o no durante le uscite. Inoltre possiamo chiedere foto e video fatti mentre sono fuori e chiedete sempre ai dog sitter cosa hanno fatto. Ogni tot chiedete un colloquio, se non vedete la persona regolarmente, in modo da vedere le reazioni del cane in presenza del dog sitter. Se le attività sono positive il cane sarà festoso e mostrerà comportamenti positivi nei confronti della persona al contrario se il cane si atteggia negativamente vuol dire che c’è un problema. Ogni tanto poi aspettiamo il cane a casa per vedere anche la reazione al suo rientro.

Se abbiamo cani con bisogni particolari chiediamo anche aiuto ad un educatore per vedere cos’è meglio per lui. Ricordiamoci sempre che per fare stare bene il cane non basta farlo correre, ma dargli tutti gli stimoli e esperienze di cui ha bisogno. Questo anche nell’ora che passano insieme a quella che all’inizio è un estraneo, ma che poi deve diventare un compagno di avventure e uno zio o zia con cui stare bene.

La regola è non fermarsi a chiedere il prezzo ed il tempo che un dog sitter può offrivi, ma vedere se le attività che offre e come esse vengano svolte possano andare bene per il vostro cane. Io per esempio olre alla passeggiata propongo al cane diverse attività da fare tra cui il gioco e piccole ricerche di cibo, oppure semplicemente qualche coccola.

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