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Quanto possiamo chiedere a fido?

Quanto possiamo chiedere ad un cane per soddisfare dei nostri bisogni a scapito dei suoi? Fin dove possiamo sfruttare la naturale collaborazione di un cane a nostro piacimento? Queste sono due domande che mi sono fatta dopo una telefonata fatta in riva al mare.

Non parlerò dei particolari della chiacchierata fatta al telefono, ma vorrei far riflettere su come a volte la scelta di prendere un cane è dettata da un bisogno particolare di uno o più membri della famiglia. Magari un anziano a cui far compagnia, dei ragazzini che hanno bisogno di un compagno di giochi oppure un professionista che propone il cane come sostegno per superare delle difficoltà. Superata però la sorpresa iniziale spesso si perde interesse, o magari la scelta frettolosa del tipo di cane non è stata fatta nel modo giusto e quindi il nostro amico non soddisfa le esigenze. Ricordiamoci sempre che il cane è un individuo con dei propri bisogni e caratteristiche che vanno conosciute e prese in considerazione. Ovviamente il cane, essendo un animale empatico e sociale, fa compagnia e in modo naturale crea delle relazioni positive con chi vive con lui. Ma non tutti gli individui lo fanno allo stesso modo e non tutti sono in grado di dare quello che gli viene richiesto. Può essere molto utile fare due ricerche e chiedere consigli e aiuto a chi ha più competenza prima di scegliere che tipologia di cane prendere.

I cani ci seguono ovunque, fanno quello che gli chiediamo essendo grandi collaboratori e pazienti. Se siamo bravi e onesti con loro faremo in modo di risarcirli con delle belle passeggiate, coccole e attività che piacciono a loro. Ma spesso il loro adeguarsi viene visto di buon grado e non si pensa al loro benessere. Un esempio può essere un cagnolino costretto a stare sempre in casa, fare giusto due giri brevi senza poter mai godersi il mondo fuori. Un giorno poi per sfinimento fa un comportamento “sbagliato” e allora viene chiuso in una stanza o abbandonato. Può essere utile allora porsi le seguenti domande prima di prendere un cane: chi si occuperà di lui se la persona per cui è stato preso non lo vuole più? chi si occuperà in caso di malattia o problematiche? Chi se ne occuperà se l’altro non ne vuole più sapere?

Una piccola parentesi sul chi prende cani per aiutare i più piccoli di casa o per compagnia o sotto consiglio di professionisti (medici). I cani non sono delle tate e tanto meno dei dottori. La loro naturale propensione ad essere empatici e socievoli non andrebbe abusata. Crescere con un cane in casa è bellissimo, ma deve essere un rapporto bilanciato e dove i bisogni di tutti vengono soddisfatti. Il cucciolo crescendo può cambiare, sbagliare e non essere più in grado di reggere determinate situazioni. Prima che si creino episodi  pericolosi è giusto intervenire e la supervisione di un adulto deve sempre esserci in modo da creare la giusta comunicazione. Inoltre un grande errore è chiedere ad un cane di fare pet therapy in famiglia. Gli interventi assistiti con gli animali vengono fatti da specialisti in determinati contesti e tempistiche. Può essere d’aiuto prendere un cane per migliorare la vita di un famigliare, ma tenendo sempre a mente che il nostro amico peloso ha delle sue esigenze che non possono essere messe da parte.  Come i cani da caccia non lavorano sempre nemmeno un cane da pet therapy può lavorare sempre. Se proprio vogliamo che il rapporto con il cane sia unico e migliore possiamo chiedere di fare un corso per insegnare determinate attività da fare insieme.

Il cane è il migliore amico dell’uomo, ma la sua naturale caratteristica di essere sociale, socievole ed empatica non deve essere abusata. Il rapporto con un cane deve essere sereno, giusto e bilanciato nel bisogni e desideri di entrambi come nelle vere amicizie.

La vecchiaia per il cane.

Charlie ha ormai 11 anni e mezzo (ne farà 12 a settembre), il pelo sul muso è tutto bianco, dorme di più ed è diventata più coccolona. Una volta rimaneva più in disparte ora cerca spesso la nostra presenza e se mi sposto viene a dormicchiare dove sono io,  ogni tanto salta anche sul letto per farsi fare due coccole. Sta cambiando sia fisicamente che mentalmente, vediamo quindi cosa vuol dire per un cane invecchiare e cosa possiamo fare noi per aiutarlo.

I cani anziani hanno bisogno di riposare di più, fanno più fatica e come i nostri nonni si stancano prima. Se un tempo camminavano veloci davanti a noi ora potrebbero rallentare e camminarci al fianco o dietro, e bene quindi non esagerare e non spingerli troppo negli sforzi. Questo non vuole dire che non possano fare delle belle passeggiata, ma magari con delle pause e alternando giorni di riposo. Vediamo di tenerli attivi, ma senza esagerare per non creare stress fisico. Controlliamo anche gli occhi e l’udito facciamo caso che non siamo diminuiti e nel caso stiamo attenti che non si perdano. Infatti potrebbero diventare un pò sordi e cechi (con la comparsa della cataratta) e quindi sentirsi spaesati. La comparsa della cataratta è di solito graduale e quindi riescono ad abituarsi, ma stiamogli sempre vicino soprattutto se andiamo in posti nuovi.

Insieme al veterinario facciamo dei controlli che non soffrano di artrosi e altre malattie e nel caso vediamo se inserire nella dieta degli integratori. Anche la dieta può essere modificata, insieme ad un nutrizionista, per aiutare il metabolismo a tenersi in forma. Inoltre guardiamo la loro dentizione e nel caso sia necessario inserire più cibi morbidi.  I vecchietti soffrono di più il caldo, il freddo e l’umido quindi pensiamo a proteggerli da eventuali fastidi. Se abbiamo un cane a pelo corto abituiamolo gradualmente ad un impermeabile in modo da proteggerlo dalla pioggia e dall’umido. in questo caso io consiglio di iniziare a farlo da subito in modo da non dover combattere con la testardaggine dei cani anziani nel fare cose nuove.

Può essere che diminuisca la voglia di stare con altri cani, soprattutto cuccioli che sono troppo irruenti e casinisti, In questo caso non sforziamo il cane a interagire, ma non isoliamolo nemmeno. Le passeggiate e i momenti in compagnia sono sempre belli anche per loro. Mentalmente infatti possono essere ancora molto attivi e quindi giusto mantenere un pò di vitalità. Per questo motivo facciamo fare piccole attività anche a loro in modo da tenerli attivi e stimolarli mentalmente. Abbandonarli nelle loro cucce a dormire non è bello e si rischia di accelerare l’invecchiamento e farli diventare depressi. Piccole sessioni di gioco, attivazione mentale o ricerca olfattiva sono importanti anche per loro.

Vedere il nostro cagnone invecchiare non è sempre facile, sarà importante che non creiamo delle nuove regole e routine. Saremo noi a decidere quanto e quando uscire con loro per non stancarli troppo. Charlie per esempio veniva sempre con me nelle commissioni o dai clienti. Ma ultimamente ho deciso di non portarla dietro se ha già fatto molto quel giorno e di portarla solo se so che si divertirebbe. I cani non sanno regolarsi spesso e non sono in grado di capire sempre dove andiamo quindi cerchiamo di regolarci noi sulle attività da fare con loro. Se decidiamo di lasciarlo a casa ci ricompenserà al ritorno con tante feste e noi potremmo poi dedicare un pò di tempo a loro.

Gradualmente vediamo come cambia il loro metabolismo, fisico e umore e vediamo come andare avanti insieme. La vecchiaia indicativamente inizia intorno ai 10 anni, ma per molti cani soprattutto meticci e di piccola taglia è solo un inizio di una seconda parte della vita. Infatti molti cani oggi arrivano ai 15/17 anni senza problemi rendendo ancora belle le giornate insieme. Non preoccupatevi quindi, magari qualcosa cambierà, ma il vostro amico rimarrà vicino a voi sempre. Anche se dormirà di più, non vi seguirà dappertutto potrete ancora avere i vostri momenti insieme a fare piccole attività che piacciono ad entrambi.

 

 

Il seduto e guardami: due comportamenti spesso abusati.

Parliamo di due comportamenti usati spesso nei percorsi educativi e nelle interazioni con i cani: il seduto e il farsi guardare chiamato anche con il comportamento del doggy zen. Entrambi hanno un significato molto importante per i cani, e per noi, ma spesso la richiesta viene abusata andando a creare incomprensioni tra proprietario e cane. Spesso poi c’è un desiderio di controllo e voler dimostrare che il cane ci ubbidisca, ma se crea solo una forzatura.

Un cane seduto non è un cane calmo;

Spesso quando arrivano da me i clienti vedo che prima di ogni cosa chiedono al cane di sedersi. Prima di mettere/togliere il guinzaglio, prima di giocare, prima di prendere il boccone , alla mia domanda perchè? Molti non sanno rispondere e quando chiedo se sedendosi il cane si è calmato, spesso la risposta è no. Ma allora ha senso continuare a chiedere al cane di sedersi? Avrebbe senso chiedere a qualcuno di darvi 5 euro ogni volta che viene a cena da voi, o che gli rivolgete la parola?

Effettivamente quando un cane si siede vuol dire che è in grado di ragionare e si trova in una stato abbastanza tranquillo da potersi rilassare e fidare di chi ha intorno. Ma non è sedendosi che si calma, un cane seduto può avere la testa tutt’altro che connessa a noi e subito dopo aver eseguito il comando tornare ad essere eccitato. Molti cani poi si accontentano solo per arrivare al loro obbiettivo, sedendosi, ma poi ripartendo a mille. Ricordiamoci anche che i cani si siedono mentre interagiscono tra loro, prima di partire all’attacco o prima di una corsa competitiva.

Insegnare il seduto è importante, è utile come comportamento nella nostra relazione con un cane. Può servirci per lavorare sull’autocontrollo e anche per instaurare un momento in cui stiamo effettivamente interagendo con esso. Può aiutarci a lavorare sulla calma dandoci un aiuto soprattutto con individui molto energici ed esuberanti. Ma il lavoro deve poi prevedere anche di lavorare sullo stato emotivo e mentale del cane e non solo sul controllo fisico. Lavorare sullo stato emotivo vuol dire prendersi il tempo di aspettare che il cane arrivi a migliorare il proprio benessere senza obbedire ad un nostro comando. Solo quando il cane sarà in grado di cambiare il proprio stato emotivo sarò in grado di cambiare comportamento. Solo allora potrò dire di averlo aiutato a calmarsi e quindi potrò vedere se avrà senso chiedergli di sedersi o no.

Per esempio quando mettiamo la pettorina al cane non chiediamogli di sedersi se poi appena finito sarà agitato. Piuttosto aspettiamo un po’ di tempo e vediamo che lui cambierà da solo il proprio comportamento e stato d’animo per uscire prima a fare la passeggiata.

Quando si lavora col cane in apprendimento o mentre insegniamo delle cose al cane se chiediamo al cane di sedersi andiamo ad interrompere la sequenza perdendo tempo. Per esempio se insegno il terra non chiedo il seduto, ma sarà il cane a scegliere se sedersi prima di andare a terra o fare il terra da in piedi. Se chiedo il seduto prima il comando diventerà seduto-terra ed il cane andrà in frustrazione.

Il seduto può essere utile per insegnare ad alcuni cani come interagire meglio con le persone andando a dare loro modo di avere un comportamento più gradito. Per esempio un cane giovane che salta addosso può essere ingestibile allora andrò ad inserire il seduto prima dell’interazione, vedendo poi se il comportamento ha funzionato. Se poi il cane trarrà beneficio dal sedersi quindi arrivare ad una ricompensa (le coccole) allora andrà da solo ad esibire il comportamento richiesto.

Un’altra situazione in cui è utile il seduto e se devo interagire con cani con cui ho bisogno di più controllo, come per esempio cane che ha un certo livello di aggressività. Cani aggressivi spesso sono cani che non comunicano, e un modo per aprire la comunicazione è quella di mettere del comandi che danno sicurezza a lui e a me. In questo modo posso far si che il cane si sieda per aprire la comunicazione con me sapendo che dopo arriverà una ricompensa mentre io avrò un po’ più di controllo fisico del cane (un cane seduto è meno pericoloso di un cane in piedi).

Solo se ho un reale bisogno che il cane si sieda e interagisca con me andrò a chiedere il comportamento.

Quindi quando chiediamo al nostro cane di sedersi chiediamoci se è realmente necessario e se in quel momento il cane è in uno stato mentale per cui può farlo.

Un altro comportamento che trovo poco sensato è il chiedere al cane di guardarci negli occhi. Spesso viene insegnato il doggy zhen dove il cane è seduto davanti a noi in fissa come se stesse meditando (mentre guarda un boccone all’altezza dei nostri occhi e poi solo noi).

Guardare negli occhi nell’etogramma del cane è messo come comportamento di minaccia allora perchè dovrei far fare al cane un comportamento simile? Vero che i cani hanno imparato la nostra comunicazione che è diversa dalla loro. Alcuni studi scientifici hanno infatti concluso che i cani sanno distinguere le nostre emozioni e leggere le mimiche facciali. (Stanley Coren, “The intelligence of dogs” 1994).

Per esempio il sorriso in cui mostriamo i denti è un comportamento positivo in umana, mentre mostrare i denti dell’etogramma del cane è un segno di minaccia.

Ma cosa serve farsi guardare negli occhi se non semplicemente alimentare il nostro senso di controllo? Per noi guardare vuol dire controllare metterci al centro dell’attenzione facendoci ubbidire. I cani però ci danno attenzione anche senza necessariamente guardarci, e sono in grado di modificare i loro comportamento in base ad un insieme di nostri comportamenti ed emozioni al di fuori dello sguardo.

Se sto camminando con il mio cane e c’è una minaccia (un cane aggressivo o un pericolo) perchè dovrei chiedere al mio cane di guardarmi andando a mettersi in pericolo distogliendo lo sguardo? Ha più senso far in modo di trovare una strategia insieme per uscire dal pericolo, come quello di allontanarsi.

I cani sono animali sociali e collaborativi e molto bravi a trovare strategie di gruppo. Se lavoriamo sulla collaborazione e sulla fiducia non ci sarà bisogno di usare un comportamento cosi impositivo e di controllo come lo sguardo per vivere insieme. Non chiediamo al nostro cane di guardarci, ma piuttosto insegniamogli a seguirci e tenere sempre un occhio su di noi durante le passeggiate. Insegniamogli a prendere le giuste decisioni anche da soli in modo da non dover sempre controllare tutto noi. Lavoriamo sulla scelta di prendere decisioni insieme e lui si fiderà di più e crescerà in modo più sicuro e responsabile.

In poche parole sia il seduto che il guardami sono due comportamenti spesso abusati perchè ci sentiamo obbligati a controllare il nostro cane. Ma andando ad usare meno controllo e più fiducia andremo a creare una collaborazione dove il cane si fiderà di noi se noi ci fidiamo di lui. Quando chiediamo i comportamenti chiediamoci sempre se in quel momento serve veramente e solo se è utile facciamolo.

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