cani

l’adolescenza del cane

L’adolescenza è l’epoca in cui l’esperienza la si conquista a morsi.”(Jack London).

Quando decidiamo di prendere un cucciolo la maggior parte delle volte sappiamo che bisognerà insegnargli alcune regole base: fare pipi fuori, non mordere oggetti e persone, andare al guinzaglio e altro. I cuccioli crescono sotto la nostra ombra e in base alle esperienze fatte fino ai 4 mesi crescono senza grossi problemi. Spesso si pensa che le cose si sistemeranno da sole o che è presto per andare ad educare il cane e la famiglia. Molte persone vengono da me quando il cane ha ormai 6/8 mesi ed è li che inizia il delirio perchè si, come nell’uomo, anche nei cani c’è l’adolescenza. Questo periodo infatti è molto delicato e rende impegnativo iniziare un periodo educativo che spesso è meglio iniziare prima o dopo.

Tra i 6 mesi e l’anno e mezzo fino ai 2 anni per le razze più grandi ci sono cambiamenti fisiologici e comportamentali del cane che non sono per niente semplici. Mentre quando era cucciolo siamo riusciti ad insegnargli il seduto, a non tirare, a giocare, ora ci troviamo di fronte ad un cane totalmente diverso.

Non ascolta più, è molto più attratto dall’ambiente che da noi, non gioca con gli altri cani, non sta fermo un attimo e mette in atto comportamenti all’apparenza minacciosi e scontrosi. Per questo motivo molte persone per la paura di perderlo, che possa farsi o far del male iniziamo ad isolarlo rendendo però le cose molto più difficili per la crescita equilibrata del cane.

Ma cosa succede?

In primis vengono in atto cambiamenti fisiologici con l’aumento della produzione degli ormoni più graduale nei maschi che producono testosterone fin da prima della nascita in quantità sempre maggiore. Mentre nelle femmine c’è un picco di ormoni durante il calore che poi si riassetta quando finisce il periodo fertile. In entrambi i sessi la maturazione sessuale è fondamentale per la completa crescita dell’organismo sia a livello fisico che mentale. Si è visto per esempio che andare a sterilizzare in questa età crea grossi problemi a livello di malattie ortopediche (come la displasia), alcune tipologie di tumori e malattie come il diabete che possono insorgere più avanti. Il fisico in generale finisce di crescere andando a terminare lo sviluppo osseo, celebrale e dell’organismo andando a influenzare il comportamento con momenti di rapidi cambiamenti. In questa fase i cani possono avere fastidi, dolori, sbalzi umorali dovuti alla rapida evoluzione del loro corpo. In questo periodo è importante fare attività fisica controllata e non esagerata per non creare traumi a livello delle articolazioni che sono in fase di assesto. È giusto fare attività, anche sport, ma non a livello agonistico e sotto stretto controllo. Inoltre se il cane sembra più svogliato potrebbe essere che abbia fastidi da qualche parte.

Per quanto riguarda invece il lato comportamentale l’adolescenza è quel momento in cui i cani, come i ragazzi, non sono più bambini, ma nemmeno adulti. Si sentono molto più attratti dal mondo esterno di cui non hanno più timore, motivo per cui tendono ad allontanarsi di più. Noi non siamo più i loro protettori, ma dobbiamo diventare i loro compagni di avventure e quelli che li aiutano nelle difficoltà. Se abbiamo lavorato bene quando erano cuccioli, ora dobbiamo lavorare sulla fiducia che abbiamo in loro e noi in loro. Lasciandoli liberi quando sono in grado di sapersi gestire, e insegnandogli a crescere in modo responsabile. Non lasciamoli in balia degli eventi e di loro stessi, ma guidiamoli nella scoperta del mondo. Inizieranno a provare emozioni più intense che rimarranno nella loro memoria e a volersi confrontare con la realtà. Succede che spesso provino paure per cose strane o prima innocue, ma è fondamentale che facciano esperienze per imparare a controllare i loro sbalzi di umore. Le lezioni di educazione possono sembrare sprecate, perchè sembrano svogliati, ma saranno sempre utili se loro ne traggono beneficio. Anche se sembrano non ricordarsi più come fare un seduto, lo terranno a mente, ma ora sono impegnati a crescere e scoprire il mondo. Può essere più utile insegnargli a controllare l’autocontrollo, la relazione con altri individui e lavorare molto sulla relazione con voi

Molti hanno paura a far socializzare in questo periodo i cani perchè iniziano a mettere in atto comportamenti che ha noi sembrano pericolosi. Il gioco non è più il divertimento dei cuccioli, ma si inseriscono momenti di tensione soprattutto tra maschi di età simile. Ma è fondamentale che, con le dovute precauzioni, gli adolescenti si fronteggino con altri e se stessi per capire che posto avranno nel mondo. Gli adolescenti devono aver modo di imparare da adulti competenti sia maschi che femmine per capire quando è il caso di mettersi in gioco e quando invece si può stare insieme in tranquillità. Tenendo sempre conto della razza e dell’individuo facciamo in modo che il nostro cane faccia sempre esperienze di relazione corrette in modo da imparare a calibrare sempre le proprie abilità. I maschi possono e devono imparare a confrontarsi senza andare in rissa e creare situazioni che possono degenerare. Ovviamente anche in questo noi dobbiamo essere di fianco al nostro cane come supporto e guida. Molte persone isolano soprattutto i maschi per paura che possano far del male, ma facendo cosi loro cresceranno senza esperienza e quindi senza poi sapersi controllare da adulti. Inoltre e fondamentale che entrambi i sessi imparino a rispettarsi e conoscersi. La socializzazione in questa fase è molto delicata, ma fondamentale per creare adulti responsabili.

Tutte le attività del cane vengono modificate dal gioco alla passeggiata, ma se continueremo a fare in modo che continui a fare le esperienze giuste diventerà un adulto responsabile. A differenza dell’infanzia l’adolescenza è lunga e più complessa, ma è anche il periodo della vita di un individuo che segna ciò che sarà da adulto. Sarà importante che noi non cambiamo il nostro ruolo di compagno al loro fianco e non perdiamo la loro fiducia.

Seppur è preferibile iniziare l’educazione e l’insegnamento di un cane da cucciolo è fondamentale continuare durante l’adolescenza. Se riusciamo a crescere il nostro cane per i primi due anni in modo giusto avremo al nostro fianco un vero amico.

I pitbull: cani assassini o cani incompresi?

La parola pitbull deriva dall’unione di pit- arena e bull toro dovuto al loro primario allevamento ed utilizzo come cani da combattimento nelle arene fino al 1800 almeno in Europa (nel 1830 diventò illegale in Inghilterra). Questo aspetto ha fatto si che l’american pitbull terrier abbia un passato non troppo lontano da killer di cani. Questo aspetto è fondamentale per capire il poco interesse e la bassa capacità di questi cani di interagire tra loro. Cani nati per uccidere i loro simili hanno una bassissima motivazione sociale interspecifica. Molti bulli infatti all’arrivo dell’età adulta tendono ad avere una bassissima tolleranza tra conspecifici motivo per cui non dovrebbero quasi mai stare liberi coi cani soprattutto se non conosciuti. Sono cani muscolosi e veloci caratteristiche derivanti dagli antenati terrier e utili nei combattimenti insieme ad un’alta motivazione predatoria, possessiva e competitiva. Vengono spinti dalle emozioni e hanno un’alta reattività cosa che gli rende veloci a cambiare umore e intenzione. Passano da essere sdraiati tranquilli in un prato a attaccati al cancello in un batter d’occhio. Pur non essendo nei primi posti come cani di per sé pericolosi lo sono per la potenza e resistenza muscolare che possiedono. Se non vengono cresciuti consapevolmente e seguendo regole precise possono farsi guidare dalla competizione e predazione senza sapersi fermare. La loro reattività oltre alla potenza mandibolare e conformazione fisica soprattutto del collo li rende delle potentissime macchine da combattimento. La loro bassa socialità li rende quindi poco adatti alle aree affollate da altri cani come le aree cani e vite frenetiche come la nostra epoca moderna.

Dai cugini molossi ereditano una forte motivazione protettiva ed affiliativa cioè il bisogno di proteggere ed appartenere ad una persona. Motivo per cui i pitbull hanno un fortissimo bisogno di vivere a strettissimo contatto coi proprietari e soffrono terribilmente se lasciati soli e nei canili. Il loro forte bisogno di appartenenza non li rende adatti quindi a persone che sono tante ore via da casa o che tendono a cambiare molto routine. Sono cani che tendenzialmente hanno un’ottima affinità con le persone e coi bambini cosa però spesso presa alla leggera. Questo lato li rende capaci di resistere a qualsiasi dolore pur di stare col padrone motivo per cui prima di reagire a qualsiasi punizione ci vuole molto. Ma la loro reattività e forte bisogno di usare la bocca li rende pericolosi se non viene insegnato il controllo in momenti di gioco e vita. Come tutti i cani devono imparare a giocare nel modo corretto con i giusti strumenti. Dl proprietario invece dovrà fare molta attenzione a conoscere piccoli e veloci cambiamenti di umore e motivazione del cane per interrompere al momento giusto.

Nella storia i bull di tipo staffy diventano, come molti cugini molossi, cani da guardia delle case e del bestiame. Mentre dai pitbull meno aggressivi nasce l’amstaff razza riconosciuta dall’enci, ma che conserva le caratteristiche principali dei cugini. Essendo però discendenti da altre linee genetiche tendono a poter convivere di più con altri cani ovviamente con tutte le precauzioni. Questo non vuol dire che i pitbull non possano stare coi loro simili, ma serve un lungo e costante lavoro di socializzazione e soprattutto fiducia e rapporto col proprietario.

Come tutte le razze anche i bulli hanno la loro storia e le loro caratteristiche che sono importanti da tenere conto quando si ha a che fare con uno di loro. Oggi però si tende a parlare molto dei pitbull come cani assassini e pericolosi. Inoltre ed è forse la cosa più pericolosa stando nascendo razze che derivano da questo genere di cane senza però tenere conto della genetica e delle caratteristiche. Se ci informiamo vedremo che i cani di tipo pit hanno una bassa motivazione sociale inter specifica. Se siamo persone che amano socializzare e vogliamo andare nelle aree cani o là dove ci sono altri gruppi cinofili forse il pit non fa per noi. Se poi tendiamo a far socializzare il nostro cucciolo solo coi suoi simili finirà con il non saper socializzare con cani diversi da lui e avrà sempre un gioco fisico che può diventare pericoloso. Dobbiamo anche tenere conto della forte tendenza predatoria di questi cani soprattutto in presenza di cani di taglia piccola e altri animali.

Insegnare a questi cani l’autocontrollo e le regole di gestione è fondamentale per avere sempre la possibilità di fermarli e farci sentire. Spesso poi vengono presi dai canili e cresciuti senza tenere presente il loro passato che però può venir fuori da un momento all’altro creando problemi. Se siamo quindi persone che hanno poco tempo da dedicargli e viviamo molto la giornata il pitbull non fa per noi. Come non è indicato come primo cane in quanto ha caratteristiche che richiedono molta conoscenza e lavoro.

I pitbull non sono assassini, ma sono per le loro caratteristiche fisiche e comportamentali cani complessi e che possono diventare facilmente pericolosi. Sono cani che hanno la capacità di uccidere e se cresciuti male possono diventare veramente ingestibili in una società caotica come quella di oggi.

Personalmente penso che come per tutte le razze i pitbull abbiamo dei pregi e dei difetti. Ma essendo cani molto particolari nella loro evoluzione fisica ed emotiva sia fondamentale avere le basi per una corretta gestione. Nessun cane è per tutti, ma l’alta capacità di poter far male di un cane di tipo pit sia alle persone che ai cani deve essere tenuta conto quando si scelgono cani di queste tipologie. Inoltre chi li prende deve essere consapevole che hanno determinate esigenze e che bisogna tenere determinate precauzioni, come non lasciarli liberi se soli, inserire regole e crescerli con consapevolezza.

I pitbull non vanno discriminati, ma vanno protetti e rispettati conoscendo la loro pericolosità dovuta al loro passato, non troppo lontano in cui venivano usati per uccidere. D’altronde un cane nato per far del male ai suoi simili non può diventare un cagnolino da salotto.

p.s nella foto Thor il nostro amstaff cerca casa a rescuebau!

Come risolvere il problema della pipi in casa del cane cucciolo e adulto:

I cani sono animali tendenzialmente puliti, imparano già i primi mesi di vita dalla mamma a sporcare lontano da dove mangiano e dormono. Dopo lo svezzamento se glielo si insegna nel modo giusto e con un po’ di pazienza è facile evitare che facciano pipi in casa. In natura le feci vengono fatte lontano dai luoghi di riposo e dove mangiano.

Tutte le informazioni e i consigli sono da vedersi se il cane è sano e non ha problemi a livello del sistema urinario, intestinale o comportamentale. Consiglio sempre una visita dal veterinario se il problema non si risolve nei tempi necessari e prima di lavorare su eventuali motivi comportamentali.

Iniziamo a vedere come fare quando arriva un cucciolo in casa:

Inizialmente il piccolo andrà a farla un po’ in giro cercando luoghi più tranquilli, ma se facciamo attenzione noteremo che principalmente sporcherà dopo aver fatto la pappa, giocato o appena sveglio. Possiamo prendere questi punti come inizio per portarlo fuori, per esempio subito dopo la pappa oppure appena finito di giocare o ancora meglio giocando fuori in un posto tranquillo. Iniziamo a far uscire il cucciolo sempre negli stessi orari in modo che inizi a regolarsi durante la giornata e ovviamente facendolo uscire spesso all’inizio anche ogni 3 ore. Piano piano poi diminuiamo le uscite mantenendo quelle che saranno le uscite giornaliere che vogliamo mantenere.

In casa evitiamo di sgridarlo se troviamo delle sorprese in giro, l’unica cosa che capirà e che siete arrabbiati con lui, ma non collegherà il fatto di aver sporcato. Mettere il muso nella pipi, urlare e chiuderlo da una parte non serve a nulla se non ad aumentare l’ansia e fargli perdere fiducia in voi. Se proprio volete proteggere i pavimenti usate dei giornali, imparerà che se proprio scappa la farà li avendo cura di toglierli man mano che la farà sempre di più fuori. Ora usano molto le traversine, ma dipende molto dal cane e da come viene usata, spesso confonde un po le idee su quando si può e quando no. Inoltre diventa difficile distinguere la traversina da un tappeto soprattutto se cambiamo casa o ambiente. Se per esempio amiamo viaggiare col cane sarà difficile abituarli nei posti nuovi.

Quando la fa in casa è utile pulire bene dagli odori in modo che non abbia la curiosità di rifarla nello stesso punto, stando attenti a non utilizzare prodotti a base di ammoniaca, la quale richiama l’odore della pipì.

Fuori premiamo il cucciolo appena sporca con qualche premio o una carezza o un semplice “bravo” in modo che lui associ la pipi/cacca ad una cosa positiva. Per aumentare la voglia di sporcare andiamo in posti dove ci sono odori, possibilmente di altri cani, in modo che aumenti la curiosità e torniamo in posti dove l’ha già fatta. Alcuni cuccioli all’inizio la fanno solo sull’asfalto o sull’erba e a volte si sentono inibiti dal guinzaglio, provatele un po’ tutte e prima o poi arriva!

Da non scordare mai: il cucciolo è un pò come un bambino. Le sue priorità sono dormire, mangiare, giocare, imparare. Spesso capita che nella “distrazione” del momento si renda conto che gli scappa la pipì e quindi la faccia di colpo, non appena è più tranquillo o nel bel mezzo del gioco. Non arrabbiatevi: è normale. Sono giovani, non hanno un perfetto controllo della vescica e hanno ben altre cose a cui pensare, come scoprire il mondo, relazionarsi con noi e con gli altri cani. Per questo motivo è anche inutile stare fuori tanto, ma meglio fare tante uscite più brevi.

Ricordatevi che i cuccioli sono molto emotivi, spesso fanno qualche goccia di pipi in momenti di estrema felicità (quando arrivate a casa per esempio), o di spavento/ansia è normale e piano piano passa crescendo.

Nei cani adulti:

Anche i cani adulti possono sporcare in casa, perchè non hanno mai imparato a farla fuori, magari sono cresciuti chiusi in un serraglio, oppure per diversi motivi che analizzeremo. Nel caso di una mancata educazione il sistema è come nei cuccioli, cercando di capire dove il cane preferisce sporcare. I cani hanno bisogno di sentirsi sicuri per poter fare pipi e cacca perchè è cosi che lasciano segnali del proprio passaggio. Inizialmente sarà meglio andare in posti tranquilli e poco frequentati in modo che lui si senta libero di sporcare. Man mano che prenderà confidenza nel farla fuori possiamo poi cambiare posto vedendo dove il nostro amico riuscirà a sporcare. Sempre come nei cuccioli il cane non deve mai essere sgridato se la fa in casa, il rischio è che lui associ la pipi con una sgridata e quindi non la farà più in vostra presenza nemmeno fuori. Anche qua ricordatevi che un cane in ansia probabilmente non farà pipi. Evitate di stare fuori tanto se lo vedete agitato perchè aumenterà solo il malessere del cane. Piuttosto tornate a casa e uscite poco dopo oppure spostatevi in un luogo per il cane sicuro e piacevole.

Se il vostro amico la fa ancora in casa, nonostante la faccia anche fuori potrebbero esserci problemi di ansia o territorialità. Problemi di stress e ansia possono essere dovuti al fatto che soffra di ansia d’abbandono o di solitudine o semplicemente che si annoi soprattutto se sta molto da solo. In alcuni casi, se la fa negli stessi punti e soprattutto in alcune zone della casa potrebbe sentirsi in dovere di marcare il territorio.

In questi casi è bene sentire un educatore in modo da fare un programma educativo e capire i problemi alla base. In nessun caso è consigliabile ricorrere alla castrazione senza prima un controllo di eventuali problematiche fisiche e comportamentali. La castrazione non inibisce il comportamento sessuale ne di marcatura. Un cane castrato può continuare a marcare per vari motivi e continuare a sentire la presenza di femmine in calore. Una volta che il comportamento è stato messo in atto per modificarlo bisogna fare un percorso educativo per modificare i comportamenti sbagliati e sostituirli con quelli giusti. Essendo la castrazione non reversibile è prima consigliabile una visita comportamentale e valutare eventualmente la castrazione chimica. Infatti la castrazione può aumentare problemi di ansia e stress rendendo il cane ancora più insicuro. Solo una volta accertato che un cambiamento ormonale può portare a miglioramenti allora si può pensare di ricorrere alla chirurgia.

Ultima postilla: i cani timidi e paurosi

Questi cani hanno bisogno di più tempo per ambientarsi alla nuova famiglia. E’ molto comune che preferiscano fare pipì e cacca in casa piuttosto che uscire al guinzaglio. Per loro inizialmente è fondamentale non sgridarli, perché rischieremmo di spaventarli ancora di più.

Se non sporcano in esterna può essere perchè hanno paura dell’ambiente circostante quindi per aiutarli scegliamo un posto molto tranquillo, senza via vai o rumori forti e che sia vicino a casa. Ogni giorno, portiamoli in quel posto sempre agli stessi orari, sempre percorrendo lo stesso percorso, stando fuori magari anche solo 5 minuti a passeggiata. Non è importante inizialmente che sporchino fuori, ma che si abituino a uscire.

La cosa fondamentale però per questi cani è farsi seguire da un rieducatore cinofilo e/o un veterinario comportamentalista, che possano aiutare a gestire l’ambientamento del paurosino.

Quanto possiamo chiedere a fido?

Quanto possiamo chiedere ad un cane per soddisfare dei nostri bisogni a scapito dei suoi? Fin dove possiamo sfruttare la naturale collaborazione di un cane a nostro piacimento? Queste sono due domande che mi sono fatta dopo una telefonata fatta in riva al mare.

Non parlerò dei particolari della chiacchierata fatta al telefono, ma vorrei far riflettere su come a volte la scelta di prendere un cane è dettata da un bisogno particolare di uno o più membri della famiglia. Magari un anziano a cui far compagnia, dei ragazzini che hanno bisogno di un compagno di giochi oppure un professionista che propone il cane come sostegno per superare delle difficoltà. Superata però la sorpresa iniziale spesso si perde interesse, o magari la scelta frettolosa del tipo di cane non è stata fatta nel modo giusto e quindi il nostro amico non soddisfa le esigenze. Ricordiamoci sempre che il cane è un individuo con dei propri bisogni e caratteristiche che vanno conosciute e prese in considerazione. Ovviamente il cane, essendo un animale empatico e sociale, fa compagnia e in modo naturale crea delle relazioni positive con chi vive con lui. Ma non tutti gli individui lo fanno allo stesso modo e non tutti sono in grado di dare quello che gli viene richiesto. Può essere molto utile fare due ricerche e chiedere consigli e aiuto a chi ha più competenza prima di scegliere che tipologia di cane prendere.

I cani ci seguono ovunque, fanno quello che gli chiediamo essendo grandi collaboratori e pazienti. Se siamo bravi e onesti con loro faremo in modo di risarcirli con delle belle passeggiate, coccole e attività che piacciono a loro. Ma spesso il loro adeguarsi viene visto di buon grado e non si pensa al loro benessere. Un esempio può essere un cagnolino costretto a stare sempre in casa, fare giusto due giri brevi senza poter mai godersi il mondo fuori. Un giorno poi per sfinimento fa un comportamento “sbagliato” e allora viene chiuso in una stanza o abbandonato. Può essere utile allora porsi le seguenti domande prima di prendere un cane: chi si occuperà di lui se la persona per cui è stato preso non lo vuole più? chi si occuperà in caso di malattia o problematiche? Chi se ne occuperà se l’altro non ne vuole più sapere?

Una piccola parentesi sul chi prende cani per aiutare i più piccoli di casa o per compagnia o sotto consiglio di professionisti (medici). I cani non sono delle tate e tanto meno dei dottori. La loro naturale propensione ad essere empatici e socievoli non andrebbe abusata. Crescere con un cane in casa è bellissimo, ma deve essere un rapporto bilanciato e dove i bisogni di tutti vengono soddisfatti. Il cucciolo crescendo può cambiare, sbagliare e non essere più in grado di reggere determinate situazioni. Prima che si creino episodi  pericolosi è giusto intervenire e la supervisione di un adulto deve sempre esserci in modo da creare la giusta comunicazione. Inoltre un grande errore è chiedere ad un cane di fare pet therapy in famiglia. Gli interventi assistiti con gli animali vengono fatti da specialisti in determinati contesti e tempistiche. Può essere d’aiuto prendere un cane per migliorare la vita di un famigliare, ma tenendo sempre a mente che il nostro amico peloso ha delle sue esigenze che non possono essere messe da parte.  Come i cani da caccia non lavorano sempre nemmeno un cane da pet therapy può lavorare sempre. Se proprio vogliamo che il rapporto con il cane sia unico e migliore possiamo chiedere di fare un corso per insegnare determinate attività da fare insieme.

Il cane è il migliore amico dell’uomo, ma la sua naturale caratteristica di essere sociale, socievole ed empatica non deve essere abusata. Il rapporto con un cane deve essere sereno, giusto e bilanciato nel bisogni e desideri di entrambi come nelle vere amicizie.

La vecchiaia per il cane.

Charlie ha ormai 11 anni e mezzo (ne farà 12 a settembre), il pelo sul muso è tutto bianco, dorme di più ed è diventata più coccolona. Una volta rimaneva più in disparte ora cerca spesso la nostra presenza e se mi sposto viene a dormicchiare dove sono io,  ogni tanto salta anche sul letto per farsi fare due coccole. Sta cambiando sia fisicamente che mentalmente, vediamo quindi cosa vuol dire per un cane invecchiare e cosa possiamo fare noi per aiutarlo.

I cani anziani hanno bisogno di riposare di più, fanno più fatica e come i nostri nonni si stancano prima. Se un tempo camminavano veloci davanti a noi ora potrebbero rallentare e camminarci al fianco o dietro, e bene quindi non esagerare e non spingerli troppo negli sforzi. Questo non vuole dire che non possano fare delle belle passeggiata, ma magari con delle pause e alternando giorni di riposo. Vediamo di tenerli attivi, ma senza esagerare per non creare stress fisico. Controlliamo anche gli occhi e l’udito facciamo caso che non siamo diminuiti e nel caso stiamo attenti che non si perdano. Infatti potrebbero diventare un pò sordi e cechi (con la comparsa della cataratta) e quindi sentirsi spaesati. La comparsa della cataratta è di solito graduale e quindi riescono ad abituarsi, ma stiamogli sempre vicino soprattutto se andiamo in posti nuovi.

Insieme al veterinario facciamo dei controlli che non soffrano di artrosi e altre malattie e nel caso vediamo se inserire nella dieta degli integratori. Anche la dieta può essere modificata, insieme ad un nutrizionista, per aiutare il metabolismo a tenersi in forma. Inoltre guardiamo la loro dentizione e nel caso sia necessario inserire più cibi morbidi.  I vecchietti soffrono di più il caldo, il freddo e l’umido quindi pensiamo a proteggerli da eventuali fastidi. Se abbiamo un cane a pelo corto abituiamolo gradualmente ad un impermeabile in modo da proteggerlo dalla pioggia e dall’umido. in questo caso io consiglio di iniziare a farlo da subito in modo da non dover combattere con la testardaggine dei cani anziani nel fare cose nuove.

Può essere che diminuisca la voglia di stare con altri cani, soprattutto cuccioli che sono troppo irruenti e casinisti, In questo caso non sforziamo il cane a interagire, ma non isoliamolo nemmeno. Le passeggiate e i momenti in compagnia sono sempre belli anche per loro. Mentalmente infatti possono essere ancora molto attivi e quindi giusto mantenere un pò di vitalità. Per questo motivo facciamo fare piccole attività anche a loro in modo da tenerli attivi e stimolarli mentalmente. Abbandonarli nelle loro cucce a dormire non è bello e si rischia di accelerare l’invecchiamento e farli diventare depressi. Piccole sessioni di gioco, attivazione mentale o ricerca olfattiva sono importanti anche per loro.

Vedere il nostro cagnone invecchiare non è sempre facile, sarà importante che non creiamo delle nuove regole e routine. Saremo noi a decidere quanto e quando uscire con loro per non stancarli troppo. Charlie per esempio veniva sempre con me nelle commissioni o dai clienti. Ma ultimamente ho deciso di non portarla dietro se ha già fatto molto quel giorno e di portarla solo se so che si divertirebbe. I cani non sanno regolarsi spesso e non sono in grado di capire sempre dove andiamo quindi cerchiamo di regolarci noi sulle attività da fare con loro. Se decidiamo di lasciarlo a casa ci ricompenserà al ritorno con tante feste e noi potremmo poi dedicare un pò di tempo a loro.

Gradualmente vediamo come cambia il loro metabolismo, fisico e umore e vediamo come andare avanti insieme. La vecchiaia indicativamente inizia intorno ai 10 anni, ma per molti cani soprattutto meticci e di piccola taglia è solo un inizio di una seconda parte della vita. Infatti molti cani oggi arrivano ai 15/17 anni senza problemi rendendo ancora belle le giornate insieme. Non preoccupatevi quindi, magari qualcosa cambierà, ma il vostro amico rimarrà vicino a voi sempre. Anche se dormirà di più, non vi seguirà dappertutto potrete ancora avere i vostri momenti insieme a fare piccole attività che piacciono ad entrambi.

 

 

Il seduto e guardami: due comportamenti spesso abusati.

Parliamo di due comportamenti usati spesso nei percorsi educativi e nelle interazioni con i cani: il seduto e il farsi guardare chiamato anche con il comportamento del doggy zen. Entrambi hanno un significato molto importante per i cani, e per noi, ma spesso la richiesta viene abusata andando a creare incomprensioni tra proprietario e cane. Spesso poi c’è un desiderio di controllo e voler dimostrare che il cane ci ubbidisca, ma se crea solo una forzatura.

Un cane seduto non è un cane calmo;

Spesso quando arrivano da me i clienti vedo che prima di ogni cosa chiedono al cane di sedersi. Prima di mettere/togliere il guinzaglio, prima di giocare, prima di prendere il boccone , alla mia domanda perchè? Molti non sanno rispondere e quando chiedo se sedendosi il cane si è calmato, spesso la risposta è no. Ma allora ha senso continuare a chiedere al cane di sedersi? Avrebbe senso chiedere a qualcuno di darvi 5 euro ogni volta che viene a cena da voi, o che gli rivolgete la parola?

Effettivamente quando un cane si siede vuol dire che è in grado di ragionare e si trova in una stato abbastanza tranquillo da potersi rilassare e fidare di chi ha intorno. Ma non è sedendosi che si calma, un cane seduto può avere la testa tutt’altro che connessa a noi e subito dopo aver eseguito il comando tornare ad essere eccitato. Molti cani poi si accontentano solo per arrivare al loro obbiettivo, sedendosi, ma poi ripartendo a mille. Ricordiamoci anche che i cani si siedono mentre interagiscono tra loro, prima di partire all’attacco o prima di una corsa competitiva.

Insegnare il seduto è importante, è utile come comportamento nella nostra relazione con un cane. Può servirci per lavorare sull’autocontrollo e anche per instaurare un momento in cui stiamo effettivamente interagendo con esso. Può aiutarci a lavorare sulla calma dandoci un aiuto soprattutto con individui molto energici ed esuberanti. Ma il lavoro deve poi prevedere anche di lavorare sullo stato emotivo e mentale del cane e non solo sul controllo fisico. Lavorare sullo stato emotivo vuol dire prendersi il tempo di aspettare che il cane arrivi a migliorare il proprio benessere senza obbedire ad un nostro comando. Solo quando il cane sarà in grado di cambiare il proprio stato emotivo sarò in grado di cambiare comportamento. Solo allora potrò dire di averlo aiutato a calmarsi e quindi potrò vedere se avrà senso chiedergli di sedersi o no.

Per esempio quando mettiamo la pettorina al cane non chiediamogli di sedersi se poi appena finito sarà agitato. Piuttosto aspettiamo un po’ di tempo e vediamo che lui cambierà da solo il proprio comportamento e stato d’animo per uscire prima a fare la passeggiata.

Quando si lavora col cane in apprendimento o mentre insegniamo delle cose al cane se chiediamo al cane di sedersi andiamo ad interrompere la sequenza perdendo tempo. Per esempio se insegno il terra non chiedo il seduto, ma sarà il cane a scegliere se sedersi prima di andare a terra o fare il terra da in piedi. Se chiedo il seduto prima il comando diventerà seduto-terra ed il cane andrà in frustrazione.

Il seduto può essere utile per insegnare ad alcuni cani come interagire meglio con le persone andando a dare loro modo di avere un comportamento più gradito. Per esempio un cane giovane che salta addosso può essere ingestibile allora andrò ad inserire il seduto prima dell’interazione, vedendo poi se il comportamento ha funzionato. Se poi il cane trarrà beneficio dal sedersi quindi arrivare ad una ricompensa (le coccole) allora andrà da solo ad esibire il comportamento richiesto.

Un’altra situazione in cui è utile il seduto e se devo interagire con cani con cui ho bisogno di più controllo, come per esempio cane che ha un certo livello di aggressività. Cani aggressivi spesso sono cani che non comunicano, e un modo per aprire la comunicazione è quella di mettere del comandi che danno sicurezza a lui e a me. In questo modo posso far si che il cane si sieda per aprire la comunicazione con me sapendo che dopo arriverà una ricompensa mentre io avrò un po’ più di controllo fisico del cane (un cane seduto è meno pericoloso di un cane in piedi).

Solo se ho un reale bisogno che il cane si sieda e interagisca con me andrò a chiedere il comportamento.

Quindi quando chiediamo al nostro cane di sedersi chiediamoci se è realmente necessario e se in quel momento il cane è in uno stato mentale per cui può farlo.

Un altro comportamento che trovo poco sensato è il chiedere al cane di guardarci negli occhi. Spesso viene insegnato il doggy zhen dove il cane è seduto davanti a noi in fissa come se stesse meditando (mentre guarda un boccone all’altezza dei nostri occhi e poi solo noi).

Guardare negli occhi nell’etogramma del cane è messo come comportamento di minaccia allora perchè dovrei far fare al cane un comportamento simile? Vero che i cani hanno imparato la nostra comunicazione che è diversa dalla loro. Alcuni studi scientifici hanno infatti concluso che i cani sanno distinguere le nostre emozioni e leggere le mimiche facciali. (Stanley Coren, “The intelligence of dogs” 1994).

Per esempio il sorriso in cui mostriamo i denti è un comportamento positivo in umana, mentre mostrare i denti dell’etogramma del cane è un segno di minaccia.

Ma cosa serve farsi guardare negli occhi se non semplicemente alimentare il nostro senso di controllo? Per noi guardare vuol dire controllare metterci al centro dell’attenzione facendoci ubbidire. I cani però ci danno attenzione anche senza necessariamente guardarci, e sono in grado di modificare i loro comportamento in base ad un insieme di nostri comportamenti ed emozioni al di fuori dello sguardo.

Se sto camminando con il mio cane e c’è una minaccia (un cane aggressivo o un pericolo) perchè dovrei chiedere al mio cane di guardarmi andando a mettersi in pericolo distogliendo lo sguardo? Ha più senso far in modo di trovare una strategia insieme per uscire dal pericolo, come quello di allontanarsi.

I cani sono animali sociali e collaborativi e molto bravi a trovare strategie di gruppo. Se lavoriamo sulla collaborazione e sulla fiducia non ci sarà bisogno di usare un comportamento cosi impositivo e di controllo come lo sguardo per vivere insieme. Non chiediamo al nostro cane di guardarci, ma piuttosto insegniamogli a seguirci e tenere sempre un occhio su di noi durante le passeggiate. Insegniamogli a prendere le giuste decisioni anche da soli in modo da non dover sempre controllare tutto noi. Lavoriamo sulla scelta di prendere decisioni insieme e lui si fiderà di più e crescerà in modo più sicuro e responsabile.

In poche parole sia il seduto che il guardami sono due comportamenti spesso abusati perchè ci sentiamo obbligati a controllare il nostro cane. Ma andando ad usare meno controllo e più fiducia andremo a creare una collaborazione dove il cane si fiderà di noi se noi ci fidiamo di lui. Quando chiediamo i comportamenti chiediamoci sempre se in quel momento serve veramente e solo se è utile facciamolo.

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